Cosenza, Sapia (M5s): «Mauro va cacciato dall’Asp alla svelta»

Il parlamentare replica anche alla polemiche sul sopralluogo nell'ospedale di Cariati: «Se avvertivamo che ispezione a sorpresa sarebbe stata?»

di Salvatore Bruno
21 gennaio 2019
17:10
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M5s, Sapia
M5s, Sapia

«Il direttore generale dell’Asp di Cosenza, Raffaele Mauro, è stato riconfermato dal governatore Mario Oliverio, malgrado i disavanzi di bilancio prodotti, la violazione di norme sul reclutamento nell’ambito del piano di rientro e la disinvolta prosecuzione di concorsi e assegnazione di incarichi di responsabilità. Per questi fatti, stiamo valutando come cacciarlo alla svelta». L’accerchiamento del Movimento Cinquestelle ai manager della sanità calabrese prosegue senza sosta. Il 18 gennaio scorso Pierpaolo Sileri ha ispezionato l’Annunziata di Cosenza; qualche giorno prima Sapia, insieme al collega Forciniti, aveva girato tra i reparti dell’ospedale di Cariati. Proprio questa iniziativa era stata criticata dalla sindaca Filomena Greco poiché non era stata condivisa con lei in qualità di principale autorità sanitaria locale.

Chiesto un aumento dei fondi di 130 milioni l’anno

«Il sindaco Filomena Greco sa bene che le ispezioni parlamentari, specie se nelle strutture sanitarie, non si annunciano anzitempo ma si svolgono a sorpresa per verificarne le condizioni effettive – dice Sapia - Mi auguro – prosegue il parlamentare – che il sindaco voglia intervenire con il sottoscritto in merito alle carenze di organico, pretendendo risposte celeri e non elusive da Raffaele Mauro, che ne è il primo responsabile. Se Greco vuole, a riguardo può agire anche di forza, cioè con apposita ordinanza sindacale. Ricordo – ha concluso il deputato – che con la collega Dalila Nesci abbiamo presentato una risoluzione per modificare i criteri di riparto del Fondo sanitario alle Regioni, in modo che la Calabria abbia almeno 130 milioni all’anno in più, anche per assumere nuovi medici, infermieri e Oss, posto che con i commissari al piano di rientro nominati dal governo Renzi il disavanzo è arrivato a 160 milioni annui, con il grave rischio del blocco delle assunzioni e dell’aumento dei ticket».

 

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