Sanità al collasso nel Pollino, la “carica” dei 300 alla Cittadella

VIDEO | «Attiverò i miei poteri, in questa fase transitoria mi sostituirò all’Asp» ha detto il commissario Cotticelli al termine dell’incontro con i manifestanti 

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di Daniela  Amatruda
23 luglio 2019
19:47
Due bambine protestano
Due bambine protestano

Sono arrivati a bordo di cinque pullman gli oltre 300 manifestanti che questa mattina hanno aderito alla mobilitazione generale promossa dai sindaci del territorio di Castrovillari e dai rappresentanti delle associazioni del Comitato territoriale per la difesa della salute per incontrare il commissario alla sanità Saverio Cotticelli. 

 

All’origine della protesta, le criticità nell’ospedale spoke di Castrovillari con carenze di personale e posti letto. Problemi che riguardano il laboratorio analisi, ortopedia, pediatria, ostetricia e ginecologia, pronto soccorso ed anestesia e riabilitazione e che investono l’intera rete dei servizi sanitari del territorio del Pollino e dell’Esaro, con particolare riferimento alle Case della Salute.

 

Una manifestazione a cui hanno aderito tanti cittadini, sindaci e forze politiche e sociali per “richiedere provvedimenti immediati ed urgenti per fronteggiare le emergenze ed un serio piano di intervento per il raggiungimento dei Lea”. 

«Abbiamo avuto un depauperamento dell’offerta sanitaria – ha spiegato il sindaco di Castrovillari, Mimmo Lo Polito – con la chiusura dei tre ospedali: San Marco Argentano, Mormanno e Lungro ed ora tutto afferisce a Castrovillari dove abbiamo avuto anche una riduzione notevole del personale ed i posti letto si sono ridotti al di sotto dei 100, quando sulla carta dovrebbero essere almeno 126. E nel periodo estivo si soffre la carenza di personale per la carenza di personale per ferie».

 

A parlare anche il sindaco di San Marco Argentano, Virginia Mariotti: «Hanno chiuso l’ospedale e dovevano convertirlo in casa della salute, ma ad oggi ancora non sono partiti i lavori, finanziati, tra l’altro, con oltre 8 milioni di euro. Sappiamo che è in itinere la redazione dei progetti. Negli anni sono state già firmate due convenzioni, una nel 2013 ed una nel 2017, ma è un’attesa lunga e nel frattempo l’immobile cade a pezzi. Una struttura fatiscente che purtroppo si sta svuotando anche di servizi a causa dei pensionamenti e diventa difficile far funzionare la struttura anche a livello amministrativo. Difficoltà e disagi per i nostri cittadini che si sentono privati del diritto alla salute».  

 

 

Il commissario Cotticelli

 

In tarda mattinata, l’arrivo del commissario alla sanità Saverio Cotticelli che nel corso dell’incontro ha dichiarato che in questa fase transitoria si sostituirà alle decisioni dell’Asp: «I sindaci sono l’espressione più genuina della volontà e della democrazia popolare - ha detto - e a loro ho lasciato il mio numero di cellulare. Qualsiasi problema, mi sostituisco all’Asp ed attivo i miei poteri di surroga e sostituzione».  «Ritengo – ha detto ancora - che la cooperazione e la condivisione degli sforzi e degli obiettivi sia fattore di successo».  

 

 

Caso Santina Adamo 

 

Nel corso dei diversi interventi al tavolo della Sala Verde della Cittadella, il caso di Santina Adamo, la giovane donna morta subito dopo il parto all’ospedale di Cetraro, è stato più volte citato non solo dai rappresentanti istituzionali, ma anche dai cittadini. 

 

«Non si può morire di parto - ha detto ancora il sindaco Mariotti – perché quando si mette al mondo una creatura si deve tornare a casa per festeggiare il momento gioioso. Non si può morire perché manca la sacca di sangue o perché manca il chirurgo. Si può rispariare su tutto, ma non sulla sanità». 

 

Anche un gruppo di ragazzi, accompagnati dagli animatori della Chiesa del SS. Salvatore di Lungro, hanno partecipato alla manifestazione  mostrando i cartelloni che avevano preparato: “Non si può morire di parto” e, ancora, “la salute è un diritto di tutti”. «Non è possibile morire così – ha detto una ragazza – e bisogna agire subito perché è un fatto molto grave». 

 

Una signora è rimasta molto scossa per la storia di Santina perché anche lei, circa 7 anni fa, si è trovata nella stessa situazione di Santina: «Anche io ho avuto bisogno delle sacche di sangue subito dopo il parto – ha detto – e se mi fosse successo ora, sarei morta anche io. La sua storia mi ha colpito in maniera molto forte». 

 

«Siamo tutti pronti a combattere – ha detto un’altra animatrice della parrocchia – occupando le autostrade insieme ai nostri bambini per tutelare la salute». 

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