Sette ore al pronto soccorso: il racconto di un anziano cardiopatico

VIDEO | Dopo un’attesa interminabile all’ospedale di Vibo l’uomo è sbottato e gli è stata prescritta una pomata

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di Redazione
30 aprile 2019
17:42
L’anziano protagonista della vicenda
L’anziano protagonista della vicenda

Fortunato Pontoriero è un ex artigiano di 70 anni. Vive a San Calogero nella casa che ha costruito, mattone dopo mattone, con le sue mani. Nel piazzale, vigilato dai suoi 4 cani, i mezzi agricoli che non usa più, ma che raccontano 40 anni di lavoro duro nei campi. Una pensione minima, un cuore malconcio e le medicine da prendere tutte le sere. È claudicante per via di una ferita alla gamba che ci vuole mostrare. Un grosso ematoma dietro il ginocchio.

 

«Qualche giorno fa - racconta - mentre sistemavo il giardino, ho avvertito un forte bruciore alla gamba». Un dolore così acuto che lo ha costretto a ricorrere al pronto soccorso dello Jazzolino di Vibo. Dopo 7 ore di attesa, stanco e dolorante, ha però deciso di tornarsene a casa con la prescrizione di una pomata che gli è stata ordinata da un dottore, solo nel momento in cui il paziente “spazientito” ha manifestato tutto il suo disappunto per essere stato trattato così. Anziano e malconcio, viene confortato da un amico, Giovanni. C’era anche lui quel giorno al pronto soccorso. Anche lui ha provato a richiamare l’attenzione dei medici. Ai nostri microfoni sbotta: «Il mio amico deve assumere fino a 15 farmaci per il cuore la sera… Se deve aspettare fino a mezzanotte e non muore per la puntura di un insetto, rischia di morire per infarto».

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