Il sindaco di Trebisacce: «Ospedali periferici dimenticati nel gestire l’emergenza»

Il primo cittadino Mundo ha scritto una lettera alla governatrice Santelli sull’importanza degli ospedali parzialmente attivi: «Possono garantire cure e assistenza ai pazienti contagiati dal coronavirus»

di Redazione
15 marzo 2020
11:29
L’ospedale di Trebisacce
L’ospedale di Trebisacce

Il sindaco di Trebisacce, Franco Mundo, ha scritto una lettera di protesta al presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, in merito ai criteri di individuazione degli ospedali per fronteggiare l’emergenza coronavirus.

«La regione ha sbagliato due volte – ha dichiarato il primo cittadino di Trebisacce in merito al contenuto della missiva del 12 marzo 2020 – nelle scelte fatte. Il primo errore si riscontra nei criteri di scelta nell’individuazione degli ospedali covid, nei quali, ancora una volta, non si è tenuto conto delle esigenze territoriali periferiche, che come al solito vengono disattese quasi come se i territori periferici o interni fossero terra di nessuno.


«Ospedali periferici dimenticati»

Un atteggiamento che mortifica le speranze dei cittadini che vivono ai margini dei servizi e delle realtà urbane, così come di quelli che abitano le aree interne e montane. Il secondo errore – continua Mundo - è di non aver tenuto conto degli ospedali parzialmente attivi, peraltro dotati delle idonee attrezzature e servizi di diagnostica con ps e anestesisti, siti proprio nelle zone periferiche, come quello di Cariati, e di confine, come le strutture di Praia a Mare e Trebisacce, e di montagna come Acri e San Giovanni. L’attivazione in toto di tale strutture non solo permetterebbe di poter fronteggiare la migrazione sanitaria, ma anche di garantire servizi di assistenza e ospedalizzazione necessari, soprattutto nella disperata e denegata ipotesi in cui dovessero verificarsi casi di contagio nelle zone predette».

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«Sempre più tagli e spoliazioni a danno dei comuni»

A giudizio del sindaco: «Si tratta, inoltre, di un grave e reiterato errore politico, considerato che si sta perpetuando sin dal 2010, momento dell’adozione del decreto 18/2010 ad opera della giunta Scopelliti, e che si continuano a produrre una serie di tagli e di spoliazione di servizi a danno sempre degli stessi comprensori e comuni. Scelte queste tali da rendere sempre più difficoltoso e diffidente il rapporto con le stesse istituzioni, proprio per la mancanza dei servizi essenziali, primo tra tutti il diritto alla salute. In tale contesto chiedo che il piano sanitario sia rivisto con urgenza e quindi di individuare quali ospedali covid, per ricovero e osservazione in terapia intensiva o sub intensiva con possibilità di rendere cure urgenti, l’ospedale di Trebisacce, nonché altri presidi che possano alleviare le difficoltà e garantire cure in emergenza».  

«E tanto non solo per soddisfare legittime aspettative delle comunità locali ,quanto per garantire un servizio efficace e per far fronte all’espansione del coronavirus, che causerebbe un contagio illimitato di persone, arrecando danni veramente incalcolabili», conclude il primo cittadino.

 

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