Il rapporto

«Su 748 decessi, 27 casi collegati alla vaccinazione anti-Covid»: il report Aifa

Il documento dell’Agenzia italiana del farmaco: «Indipendentemente dal nesso di casualità: 0,65 eventi con esito fatale segnalati ogni 100.000 dosi somministrate». Più colpite le donne

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di Redazione
20 aprile 2022
09:00

Ventisette casi (3,6%) su 748 decessi sono stati valutati come correlabili ai vaccini anti Covid, cioè circa 0,2 casi ogni milione di dosi somministrate. È quanto si legge nel rapporto Aifa nel quale si sottolinea che 22 sono già descritti nei rapporti precedenti e che le 5 segnalazioni rimanenti si riferiscono a 2 casi di trombosi trombocitopenica a seguito di vaccinazione con vaccino a vettore adenovirale in 2 pazienti per i quali si sono ora resi disponibili i documenti per l'esame; in 3 casi i pazienti sono morti per complicanze legate al Covid-19 dopo aver completato il ciclo vaccinale (cioè vaccinazione inefficace).

Vaccini e decessi, il rapporto Aifa

Sono 879 le segnalazioni gravi che hanno avuto esito fatale, indicato al momento della segnalazione o come informazione acquisita successivamente al follow-up - si legge ancora nel rapporto Aifa - indipendentemente dalla tipologia di vaccino, dal numero di dose e dal nesso di causalità. Il tasso è sovrapponibile a quanto riportato nel Rapporto precedente: 0,65 eventi con esito fatale segnalati ogni 100.000 dosi somministrate. «Si tratta - sottolinea l'Aifa - di un insieme molto eterogeneo di segnalazioni che sono state attentamente monitorate nel tempo, con l'obiettivo di raccogliere per ciascuna scheda il maggior numero di informazioni possibili, come cartelle cliniche e referti degli accertamenti eseguiti, compresi i referti autoptici qualora disponibili». Il 53% dei casi (462) riguarda donne, il 46% uomini (408) mentre l'1% (9) non riporta questo dato. L'età media è di 79 anni e nel 71,4% dei casi il tempo intercorrente tra la somministrazione e il decesso è compreso tra 0 e 14 giorni, non definito nel 6,8% dei casi e con intervallo maggiore di 14 giorni nel rimanente 21,8% dei casi. In 509 casi il decesso è registrato dopo la 1 a dose, in 275 dopo la 2 a e in 95 dopo la 3 a dose.


Il nesso causalità

L'85,1% (748/879) delle segnalazioni con esito di decesso presenta una valutazione del nesso di causalità con l'algoritmo dell'Oms, prosegue il Rapporto, in base al quale il 58,4% dei casi (437/748) è non correlabile, il 28,5% (213/748) indeterminato e il 9,5% (71/748) inclassificabile per mancanza di informazioni sufficienti. Per quanto riguarda la distribuzione delle segnalazioni con esito di decesso per tipologia di vaccino, per Comirnaty (Pfizer) sono 569 i casi fatali con un tasso dello 0,64 per 100mila dosi somministrate; Spikevax (Moderna) 162 (0,48); Vaxzevria (Astrazeneca) 31 (2,06); Janssen 117 (0,96) per un totale di 879 casi fatali ed un tasso dello 0,65.

Pfizer il più utilizzato, ultimo Novavax

Il vaccino maggiormente somministrato è il Pfizer con oltre 88,5 milioni di dosi al 26 marzo e 89.315 segnalazioni ed un tasso di segnalazioni di 101 per 100mila dosi somministrate. Segue Moderna con 33.592.002 dosi somministrate, 19.472 segnalazioni ed un tasso di 58 segnalazioni ogni 100mila somministrazioni, Astrazeneca con 12.170.299, 23.826 segnalazioni e un tasso di 196 segnalazioni per 100mila dosi, Janssen con 1.507.726 di somministrazioni, 1.731 segnalazioni ed un tasso di 115 segnalazioni per 100mila e Novavax con 427.578 somministrazioni, 47 segnalazioni e un tasso di 170 segnalazioni per 100mila dosi.

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