Terapia intensiva Paola, il direttore dello spoke: «Locali inadeguati»

VIDEO | Cesareo risponde alle dichiarazioni del consigliere regionale Di Natale rilasciate durante il sit in di protesta di due giorni fa. «Campagna elettorale su problematiche molto serie»

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di Francesca  Lagatta
20 novembre 2020
16:27

«Dice pubblicamente che la Terapia Intensiva di Poala non partirà mai perché la struttura non è adeguata. Ritengo che il direttore dello spoke Cetraro-Paola non possa esprimere questi giudizi perché rappresenta l'intera azienda». Sono queste le parole di Graziano Di Natale, consigliere ragionale uscente, ad aver innescato l'ennesima polemica sull'asse politico-sanitario della costa tirrenica cosentina. L'avvocato paolano aveva fatto riferimento al dirigente Vincenzo Cesareo, reo di essersi messo di traverso tra la sua lotta per l'apertura del reparto di Rianimazione all'ospedale San Francesco (realizzato durante l'emergenza sanitaria della primavera scorsa) e le reali probabilità che ciò accada. Oggi, pertanto, Cesareo ha deciso di replicare a quelle esternazioni. 

«Campagna elettorale su questioni serie»

Quello che interviene sulla vicenda, è un Vincenzo Cesareo che come al solito non le manda a dire. «Innanzitutto, io non mai detto che la Terapia Intensiva di Paola non aprirà mai. Se poi c'è qualcuno che cerca di farsi campagna elettorale su problematiche molto serie di cui non capisce assolutamente nulla - dice facendo chiaro riferimento a Di Natale -, è un problema di chi opera in questo senso».


«Locali inadeguati e inopportuni»

«Ho semplicemente ossevato - continua Cesareo - che laddove hanno realizzato i locali in cui si svolge l'attività di Rianimazione sono inadeguati e inopportuni, intanto lo sono perchè posti al quinto piano dello stabile e poi perché si trovano a fianco delle sale operatorie. Qui i pazienti possono accedere con un solo montalettighe, obsoleto, è di 50 anni fa, che molto spesso si blocca. Quindi i pazienti devono essere trasferiti su una barrella e trasportati a spalla. Non parliamo poi delle sale operatorie: non sono a norma, non sono dotate di circuito sporco-pulito e hanno problemi di aerazione».

«I respiratori? Non sono quelli adatti»

Ma non è tutto. Secondo il dirigente sanitario, i respiratori più volte menzionati da Di Natale, che giacciono nelle stanze vuote del padiglione di Rianimazione mai messo in funzione per la carenza di arredi, non sarebbero adatti. «Quelle attrezzature - dice ancora Cesareo - altro non sono che ventilatori polmonari che vengono utilizzati per i pazienti tracheostomizzati in cura nel proprio domicilio. Sono tutto, tranne che strumenti utili per curare i pazienti di un reparto Terapia Intensiva».

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