Terzo settore Calabria, proclamato lo stato di agitazione: «Strutture al collasso»  

VIDEO | La legge 328 non è stata mai applicata in questa regione. Le strutture soffrono e da parte delle istituzioni si assiste solo a un rimpallo di responsabilità. Parla il portavoce del Forum del Terzo settore Pensabene

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di Daniela  Amatruda
18 luglio 2020
15:57

«È una vergogna nazionale che la Calabria sia l’unica regione a non aver applicato una legge di venti anni fa. Se la situazione dovesse andare avanti così, da qui a pochi giorni, ci rivolgeremo alle Procure della Repubblica per mancata assistenza a persone in difficoltà». Questa la denuncia del portavoce del Forum del Terzo Settore della Calabria, Gianni Pensabene, a seguito della catastrofica situazione che si è generata a causa dei rimpalli di responsabilità tra Comuni capi ambito e Regione. 

 

La legge 328 del 2000 prevede che siano i comuni, per i principi di sussidiarietà e prossimità, ad occuparsi dei cittadini più deboli. La maggior parte dei Comuni, però, non ha mai assunto l’impegno e molti territori non hanno alcun servizio socio-assitenziale.  

Proclamato, dunque, lo stato di agitazione generale «a difesa e tutela delle persone più povere e fragili della popolazione calabrese». 

Ritardi nei pagamenti 

Nel tempo questa condizione di stallo ha causato enormi disagi e difficoltà per gli operatori del settore che ora attendono diverse mensilità arretrate: «I minori, gli anziani, le famiglie, i disabili, i poveri patiscono più che mai la colpevole disattenzione di chi dovrebbe farsi carico della loro fragilità e delle loro difficoltà – ha spiegato Pensabene - . Le strutture socio assistenziali della Calabria nelle quali queste persone vivono sono al collasso, perché attendono da ben 7 mesi che venga loro erogato quanto dovuto per i servizi resi. Ma la loro, è una voce che grida nel deserto di una sensibilità istituzionale che non c'è. Inoltre, questa immorale situazione impoverisce anche una fascia necessaria di lavoratori e lavoratrici del sociale e le loro famiglie».

Diffida ai Comuni 

Il Forum del Terzo Settore intende diffidare i comuni che «perseverano nell’attendismo». «Non è giustificabile che si parli ancora di abbassamento delle rette. La spesa sociale pro-capite in Calabria è di 31 euro, rispetto alla media nazionale di 120 euro. Non è giustificabile che chi nasce in Calabria debba usufruire di servizi di gran lunga minori come numero rispetto ad altre aree del Paese». 

«Diversivo inaccettabile»  

Secondo il portavoce del Forum, nonché presidente della Consulta del Terzo settore, «oggi, qualsiasi opzione o riserva – ha detto - rispetto all'applicazione integrale della Delibera Regionale 503, che finalmente dopo anni ed anni di attesa è stata varata, risulta essere un diversivo inaccettabile».

 

«Come Forum del Terzo Settore, in questi ultimi anni, - ha detto ancora - abbiamo collaborato con tutte le Istituzioni senza mai tirarci indietro affinché la Riforma, applicata in tutte le regioni d’Italia tranne che in Calabria, potesse finalmente trovare applicazione. Purtroppo, con la Dr 503 si fa semplicemente il primo passo. Niente di più».

 

«Il Forum – ha dichiarato Pensabene - ritiene che non ci sia più tempo per i tentennamenti. Abbiamo seguito nei precedenti cinque anni, passo dopo passo, l’attuazione della Riforma del Welfare in Calabria. Possiamo testimoniare sulle numerose riunioni fatte con i Comuni, sugli appelli che più e più volte sono stati fatti perché come vuole la legge si facessero carico di ciò che la stessa loro assegna. Perfino Anci Federsanità è stata chiamata, perché potessero giovarsi di un buon supporto». 

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