Tumore al colon-retto, arriva dalla Calabria la speranza per la cura

VIDEO | Grazie alla ricerca del primario di Oncologia del Gom di Reggio Pierpaolo Correale e all’associazione Arco si avvia alla conclusione la sperimentazione del vaccino contro la neoplasia

di Redazione
5 dicembre 2019
19:24

Parte da Reggio Calabria la speranza per la cura del tumore al colon retto. È il primario di oncologia del Grande ospedale metropolitano Pierpaolo Correale ad annunciare l’arrivo di un vaccino per contrastare una delle neoplasie più aggressive e diffuse.

 

«Abbiamo avviato la prima fase della sperimentazione nel 2005 a Siena dove è stato dimostrato che il vaccino era molto attivo biologicamente e non era tossico. Abbiamo ottenuto anche dei dati preliminari che evidenziano delle potenzialità nel polmone e nel colon. Poi mi sono trasferito a Reggio Calabria e qui abbiamo investito gran parte delle nostre forze. Ma questo non basta perché ci andiamo a scontrare con una realtà che è in grande cambiamento, non abbiamo un direttore generale da più di un anno e anche se abbiamo tanti professionisti che si fanno del loro meglio per l’ospedale ma, ovviamente, se dissociato dalla politica questo non basta».

 

 

Passi in avanti fatti grazie al fondamentale contributo dell’associazione Arco (Associazione ri-uniti Calabria oncologia) che, dopo un anno e mezzo di attività a Cosenza, con 400 screening oncologici effettuati e sei pazienti salvati, apre le porte a Reggio Calabria attraverso l’impegno della referente Francesca Busceti e del presidente Francesco Provenzano. L’apertura della nuova sede è stata presentata a Villa San Giovanni dove, almeno fino a quando non si troveranno locali idonei, l’associazione sarà ospitata negli uffici dei servizi sociali. Una realtà accolta dalla cittadina in riva allo Stretto ma che servirà tutto il territorio della provincia di Reggio Calabria con un’unica missione: la prevenzione.

 

 

«Accusano i calabresi di non volersi curare – ha tuonato il presidente Provenzano – ma non è così. Lo abbiamo dimostrato con i numeri. Mancano le possibilità di farlo e di fare prevenzione».

 

Parla di un’esperienza personale Provenzano, un uomo che ha realizzato il desiderio della moglie dopo la sua scomparsa a causa di un tumore. Adesso l’Arco si consolida come una delle poche realtà calabresi impegnate nei territori per fare prevenzione. Verranno effettuatati screening oncologici gratuiti e i soldi raccolti, con le varie iniziative di beneficenza, saranno spesi nello stesso territorio. Ma Arco ha fatto molto di più. Infatti, grazie all’impegno dell’associazione è stato possibile acquistare il brevetto del vaccino che il primario di oncologia Correale ha portato in Calabria.

 

«Siamo la prima associazione ad acquistare un brevetto e lo abbiamo fatto perché pensiamo al bene dei pazienti. Possiamo fare ancora tanto, con l’aiuto di tutti, e lo faremo affinché la ricerca proceda e porti altri frutti. Non è vero che i calabresi si piangono addosso e lo stiamo dimostrando. Mi auguro che in sinergia con tutte le forze del territorio saremo in grado di fare tante attività di prevenzione, anche nelle scuole, per salvare delle vite».

 

 A raccogliere la sfida reggina è una mamma coraggio, Francesca Busceti: vivendo in prima linea la sofferenza del cancro ha deciso di mettersi in gioco per dare una speranza a chi non ne ha. Sarà lei il punto di riferimento locale di una realtà, quella appena nata a Reggio Calabria che fin dal suo concepimento sostiene la ricerca e, dopo aver acquistato il brevetto per il vaccino, promette di continuare la sua mission sulla prevenzione.

 

Elisa Barresi

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