Patrizia, la battaglia vinta contro il tumore: «Curarsi in Calabria si può»

VIDEO La donna è stata presa in cura dalla breast unit dell'ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro, qui si è sentita protetta nonostante quel male le avesse già portato via una sorella di appena 40 anni, morta per la stessa neoplasia, carcinoma mammario, 7 anni fa

di Rossella  Galati
29 febbraio 2020
13:34

«Quando questi angeli mi hanno preso la mano, ho sentito un calore enorme e ho avuto fiducia nel dire “io continuerò a vivere”». Li chiama angeli Patrizia Foglia, angeli senza ali. Sono i medici della breast unit dell’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro, coordinata da Franco Abbonante, che l’hanno aiutata a superare il momento più difficile della sua vita quando nel maggio 2019, un carcinoma mammario cambia le carte in tavola: «difronte a questa diagnosi la prima cosa che riesci a dire è “quanto tempo mi resta ancora?”. E’ come se la tua vita da quel momento appartenesse ad una partita a scacchi con la morte».

Il sostegno dei medici

Una partita che questa mamma e nonna di Botricello ha giocato con tutte le sue forze affidandosi al team multidisciplinare del centro di senologia di Catanzaro. Qui Patrizia si è sentita protetta, capita, aiutata nonostante quel male le avesse già portato via una parte di sé: una sorella di appena 40 anni, morta per la stessa neoplasia 7 anni fa: «questo mi ha resa ancora più impaurita – racconta - ma allo stesso tempo mi ha dato il coraggio di andare avanti».

L'intervento

E così Patrizia va avanti e nel giro di 20 giorni viene operata di mastectomia al seno sinistro con ricostruzione mediante espansore. «Dopo sei mesi ho tolto l’espansore e mi hanno messo la protesi. Ho subito riacquistato la mia femminilità perché questo male è come se ti violentasse, prende tutto di te, anche il tuo essere donna».

Curarsi in Calabria si può

Oggi Patrizia, che si occupa di ristrutturazione e arredamento di appartamenti, affronta la vita col sorriso e a chi come lei si trova a dover fare i conti con i tumori femminili dice: «anche in Calabria è possibile contare su un’assistenza efficiente. Noi abbiamo delle situazioni di eccellenza soltanto che siamo abituati a non crederci, a non avere fiducia. Cerchiamo a tutti i costi di andare fuori, ma fuori siamo soltanto dei numeri. Io invece conosco il mio chirurgo, lo posso guardare negli occhi. Prima di andare sotto i ferri è venuto, mi ha abbracciato, mi ha dato il calore di cui avevo bisogno e mi ha detto: “siamo pronti, ci siamo noi accanto a te”. Devo dire che la mia famiglia è stata importantissima per me ma da quel momento ho una famiglia in più, una famiglia allargata nella breast unit».

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