Tumore al seno, il Pugliese-Ciaccio primo in Calabria per interventi

È quanto emerge da un'indagine realizzata da doveecomemicuro.it. Al secondo posto della classifica regionale c'è l’Annunziata di Cosenza. Gli altri ospedali risultano sotto la soglia minima fissata dal ministero

di Redazione
13 febbraio 2020
18:19

L'ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro è il primo in Calabria per numero di interventi per tumore al seno. È quanto emerge da un’indagine realizzata da doveecomemicuro.it, portale di public reporting delle strutture sanitarie italiane.

 

Al secondo posto della classifica regionale fornita dal report, con 182 interventi, c'è il presidio ospedaliero Annunziata di Cosenza (che perde una posizione). Seguono, senza rispettare la soglia minima di 150 interventi annui fissata dal ministero, l’azienda ospedaliera Mater Domini di Catanzaro (137 interventi), il presidio ospedaliero Riuniti di Reggio Calabria (50 interventi) e l’ospedale civile San Giovanni di Dio di Crotone con 35 interventi.

 

Il 55,2% dei calabresi sceglie di farsi curare qui 

In Calabria, le strutture pubbliche o private accreditate che nel 2017 hanno effettuato questo tipo di intervento sono 20 (contro le 19 del 2016): di queste, il 10 per cento rispetta la soglia.

 

In Italia, invece, a raggiungere il numero minimo di interventi sono 137 dei 469 ospedali pubblici o privati accreditati: il 29,2 per cento del totale. La percentuale, però, è in aumento: nell’ultimo quinquennio, infatti, i centri in linea con lo standard sono cresciuti del 63 per cento(passando da 84 nel 2012 a 137 nel 2017). Al contrario, è calato il numero complessivo degli ospedali italiani che eseguono interventi per tumore alla mammella: da 559 nel 2012 a 469 nel 2017 (-16 per cento).

 

«La direzione è quella giusta - commenta Massimiliano Gennaro, medico della struttura complessa chirurgia generale indirizzo oncologico 3 (Senologia) presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano - ma la mia aspettativa, nell’interesse dei pazienti, è che gli indicatori individuati per valutare i centri, come le soglie di attività, si perfezionino nel tempo e riflettano sempre più fedelmente la qualità delle prestazioni offerte».

«Quanto alle strutture in linea con gli standard, - conclude Gennaro -  il loro aumento è auspicabile, ma non si può prescindere da una loro equa distribuzione sul territorio che garantisca ai cittadini le stesse opportunità di cura risparmiando loro migrazioni da una Regione all’altra».

 

Al riguardo, a scegliere di farsi curare in Calabria è il 55,2 per cento dei residenti (contro il 54 per cento del 2016).

 

Un terzo dei centri raccoglie la maggior parte dei pazienti

Dei 469 ospedali pubblici o privati accreditati che in Italia effettuano almeno 5 operazioni annue, solo 137 (il 29,2 per cento del totale) rispettano la soglia di 150 interventi fissata dalle autorità ministeriali per il tumore alla mammella: il 49,6 per cento si trova al Nord, il 24,8 per cento al Centro e il 25,6 per cento al Sud.

 

In queste strutture, nel 2017, sono stati eseguiti ben il 74,7 per cento (quasi tre quarti) degli interventi totali contro il 55,8 per cento del 2012: è a questi centri, particolarmente performanti, quindi, che si rivolgono sempre più spesso i cittadini.

 

Viceversa, nelle restanti strutture accreditate (oltre due terzi), nel 2017 è stato eseguito appena il 25,3 per cento delle operazioni totali (poco più di un quarto) contro il 44,2 per cento del 2012.

Operazioni chirurgiche in crescita

Dai dati di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) emerge un notevole incremento delle operazioni per tumore al seno che, nel nostro Paese, hanno registrato un + 38,5 per cento in 5 anni passando dalle 44.147 effettuate nel 2012 alle 61.137 del 2017.

 

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