Emergenza pandemia

Vaccini anti-Covid, Locatelli (Cts): «Terza dose non scontata per i giovani sani»

Per il coordinatore del Comitato tecnico scientifico: «prima occorre dare copertura nei Paesi dove la campagna vaccinale è imparagonabilmente più bassa». Il ministro Speranza: «Ci affideremo alle autorità scientifiche»

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di Redazione
30 settembre 2021
07:10

Dopo anziani, Rsa, sanitari e fragili la terza dose di vaccino contro il Covid verrà estesa ad altre fasce di popolazione. Lo ha affermato il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel suo intervento al Festival della città 2021 promosso dalla Lega delle autonomie locali, rispondendo alla domanda su un possibile allargamento del richiamo. Ma secondo il professor Franco Locatelli, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, per «i soggetti sani e giovani è tutto fuorché scontato che si debba andare verso una terza dose». Intanto a più del 6% è già stata somministrata una terza inoculazione di richiamo. E nel mese di settembre la ‘quarta ondata’ dell’epidemia ha rallentato, con gli ultimi dati che indicano meno di 40 contagi alla settimana per 100 mila abitanti.

Speranza: «Ci affideremo alle autorità scientifiche»

Sull'estensione della terza dose a tutti «ci affideremo come sempre alla nostre autorità scientifiche, io penso che verrà un po' alla volta allargata in altri ambiti ma ci guiderà la nostra la comunità scientifica come sempre abbiamo fatto. C'è anche una interlocuzione costante con altre autorità scientifiche nel mondo. Valuteremo se sarà indispensabile un allargamento, ma voglio dire che non ci sono problemi di approvvigionamento delle dosi», ha detto.


Locatelli (Cts): «Terza dose per giovani sani non  scontata»

Secondo Franco Locatelli, coordinatore del Comitato tecnico scientifico per l'emergenza Covid, «la terza dose per i soggetti sani e giovani non è assolutamente scontata. Prima di estendere il 'booster' a tutti, ha spiegato Locatelli, «occorre dare copertura nei Paesi dove la campagna vaccinale è imparagonabilmente più bassa». «Il covid è diventata la quarta causa di morte in Italia», mentre «negli Usa è al terzo posto», ha detto. «Secondo i dati raccolti dall'Oms - ha sottolineato - nel 94% dei Paesi la pandemia ha poi provocato un'alterazione o un'interruzione dei servizi sanitari».

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