Emergenza pandemia

Vaccini Covid, quasi il 60% dei calabresi ha ricevuto entrambe le dosi: tutti i dati

La provincia più "avanti" risulta essere Vibo Valentia, ultima Reggio. L'allarme della Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere: «Il 90% dei ricoverati in terapia intensiva non è vaccinato» (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Redazione
11 agosto 2021
07:50

In Calabria il 57% della popolazione over 12 ha completato il ciclo vaccinale contro il coronavirus, mentre il 69% ha ricevuto la prima somministrazione. Lo evidenzia il report settimanale sulle vaccinazioni della Protezione civile della Regione. Nella rilevazione della settimana scorsa le percentuali erano, rispettivamente, il 50% e il 66%.

La provincia più “avanti” è Vibo Valentia con il 66% della popolazione che ha ricevuto entrambe le dosi (l’81% la prima). Seguono Crotone e Catanzaro, entrambe al 61% (prima dose rispettivamente al 73 e 74%). Cosenza si attesta al 56% (prima dose 69%), e infine Reggio Calabria ultima con il 51% che ha completato il ciclo (62% prima dose).


I dati per fascia d'età

Secondo quanto emerge dal report, alla data del 9 agosto, in Calabria ha completato il ciclo l'80% della fascia d'età over 80 (la scorsa settimana era il 79%), l'81% della fascia d'età 70-79 anni (79%), il 73% della fascia d'età 60-69 (69%), il 59% della fascia d'età 50-59 (52%), il 50% della fascia d'età 40-49 (43%), il 39% della fascia d'età 12-39 (30%).

Invece, ha ricevuto la prima dose di vaccino in Calabria l'84% della fascia d'età over 80 (la scorsa settimana era l'83%), l'86% della fascia d'età 70-79 (86%), l'81% della fascia d'età 60-69 (80%), il 73% della fascia d'età 50-59 (70%), il 66% della fascia d'età 40-49 (63%) e infine il 55% della fascia d'età 12-39 (50%).

In terapia intensiva soprattutto non vaccinati

Intanto la Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) ha lanciato l’allarme: il 90% delle persone che si trovano attualmente ricoverate nelle terapie intensive Covid non sono vaccinate. «Ciò conferma che il vaccino è l’arma più efficace a nostra disposizione per contrastare la pandemia e i suoi effetti peggiori», afferma Giovanni Migliore, presidente Fiaso.

«Le aziende sanitarie pubbliche – ha proseguito Migliore - sono impegnate in questi giorni a vaccinare le fasce di popolazione ancora non immunizzate, ricorrendo alle iniziative più varie per raggiungere gli italiani anche nei luoghi nei quali trascorrono le vacanze. Il lavoro intenso del management della sanità italiana ad agosto ci metterà al riparo, grazie a soluzioni organizzative e gestionali innovative, da scenari peggiori nel prossimo autunno. L’allarme lanciato da più parti sulla ripresa dei ricoveri, alcuni gravi, tanto da richiedere il ricorso alla rianimazione, conferma la necessità di non abbassare la guardia e di proseguire con determinazione nella campagna di vaccinazione».

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