Coronavirus Vibo, commissario Asp: «Pronti ad attivare terapie intensive in 48 ore»

VIDEO | Giuseppe Giuliano dichiara che la situazione è ancora sotto controllo, mentre all'ospedale Jazzolino si lavora per riaprire reparti (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Cristina Iannuzzi
9 novembre 2020
20:00

500 persone in quarantena domiciliare, 150 i positivi al Covid-19 e 8 i ricoverati. Questi ad oggi i numeri della pandemia a Vibo Valentia . «E se pure i numeri dovessero triplicarsi saremo in grado di reggere». Rassicura il commissario dell'Asp di Vibo Valentia Giuseppe Giuliano.

Riflettori puntati sullo Jazzolino

All'ospedale Jaozzolino per ora mancano le terapie intensive dedicate ai pazienti Covid. «Se la situazione dovesse aggravarsi – assicura Giuliano - nel giro di 48 ore siamo pronti ad attivare cinque postazioni di terapie intensive». Ad oggi i pazienti gravi affetti da Covid vengono trasferiti all'ospedale di Catanzaro.


Il progetto sulle terapie intensive

Per sopperire alla carenza, c'è un progetto - sempre sulla carta ma che dovrebbe essere attivo tra una quindicina di giorni - che prevede la riconversione dell'ex sala operatoria in terapia intensiva. Zona interamente riservata ai pazienti Covid. Si prevedono dai sei agli otto posti. Peccato però che non ci sono gli anestesisti necessari.

Riattivato invece il reparto Covid

È Stato riattivato, intanto, il reparto Covid, dove vengono ricoverati pazienti che non necessitano di intubazione. 17 posti letto smistati tra l'ex reparto di ortopedia e la vecchia palazzina delle malattie infettive adiacente al nosocomio. Quest'ultima sottoposta a ristrutturazione che la rende utilizzabile solo in parte e i cui lavori dovrebbero terminare non prima di marzo.

Riapre ortopedia

E mentre si fronteggia l'emergenza Covid, il nosocomio si riappropria del reparto ortopedico, dismesso da oltre un anno: 4 posti letto attivati nel reparto di chirurgia generale.

Pronto il Piano B e C...

E se la situazione dovesse peggiorare? «Se i casi dovessero quintuplicarsi, bisognerà passare al piano B, ovvero destinare l'ospedale di Serra San Bruno a reparto Covid. Scartata invece l'ipotesi del nosocomio di Tropea poiché ospita uno dei reparti più delicati e difficilmente smantellabili, quello di oncologia.

Ma se dovesse occorrere, c'è pure un piano C. «L'idea – spiega il manager della sanità vibonese – è quella di spostare medicina interna e utilizzarla come reparto Covid. Ciò significherebbe – ammette - compromettere il funzionamento dell' ospedale di Vibo che vorrei preservare per tutte le altre patologie».

Migliaia di tamponi in attesa

E infine c'è l’altra spinosa questione relativa ai tamponi che vengono processati in un ingolfato ospedale di Catanzaro che ad oggi ne ha fermi in laboratorio circa 6.500.

«Che non passi il messaggio che siamo la solita cenerentola della sanità calabrese – afferma Giuliano -. Il problema è che prima non eravamo autorizzati a processarli, solo l'Hub di Catanzaro poteva eseguirli».

Da qui la richiesta alla Regione. «Ma le apparecchiature in uso nei nostri laboratori ne avrebbero potuti analizzare solo 15 al giorno. Da qui la decisione di acquistare un macchinario nuovo di zecca che arriverà giovedì e che sarà in grado di processare 120 tamponi al giorno. «Una settimana, giusto il tempo del collaudo e noi saremo completamente autosufficienti» conclude il commissario vibonese.

Giornalista
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