Emergenza pandemia

Covid, a Lamezia il Tavolo tecnico sulla Sanità: «Forte preoccupazione per l’aumento dei contagi»

L’organo istituito dalla Società Italiana di Promozione della Salute avverte sulla recrudescenza del virus e su come l’attuale tracciamento possa avere un effetto boomerang

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di T. B.
21 dicembre 2021
22:10

Preoccupazione per l’aumento dei contagi, ma anche riflessioni su un tracciamento che probabilmente dovrebbe affacciarsi a nuove regole. Il Tavolo Tecnico Sociale permanente sulla Sanità Pubblica, istituito dalla Società Italiana di Promozione della Salute Delegazione Calabria, a cui hanno aderito il Coordinamento 19 Marzo e diverse Associazioni e professionisti sanitari, fa il punto e dopo essersi riunito lancia il suo grido di allarme: «Desta forte preoccupazione il costante aumento dei contagi da Covid-19 in Calabria, con una curva tornata a risalire nei vari parametri: nell’arco degli ultimi giorni sono infatti considerevolmente aumentati i nuovi casi, con sempre maggiori preoccupazioni, soprattutto nell’area del Lametino».

«Un’impennata di contagi che sta interessando molte zone d’Italia e che sta mettendo a dura prova le Aziende Sanitarie della Calabria, le quali avrebbero bisogno di più operatori dedicati ai tamponi e ai processi di contact tracing per dare risposte più rapide alle famiglie – si legge in una nota del Tavolo -.Per quanto riguarda più da vicino il Lametino, la maggiore incidenza dei casi si riscontra –come confermato dal monitoraggio settimanale, negli istituti scolastici. La didattica a distanza (che il Ministero voleva scongiurare) si sta sempre più riattivando perché, da un lato, aumentano i contagi specie tra bambini della scuola primaria e secondaria di primo grado, le scuole si mostrano in crisi nel gestire le quarantene e le aziende sanitarie sono in affanno soprattutto con le suddette attività».


«Dall’altro, a causa di procedure lente e macchinose dovute ai Protocolli ed alle Circolari, succedutesi anche in contraddizione, del Ministero della Salute di novembre scorso che mettono in seria difficoltà, oltre i dirigenti scolastici, gli operatori. Non funziona – afferma il Tavolo - il meccanismo dei due tamponi, di cui uno subito effettuato, in caso di soggetto positivo in classe, per il rientro a scuola (in caso di negatività) e il successivo dopo cinque giorni sugli stessi soggetti».

«Infatti, anche a causa dell’assenza della figura dell’infermiere scolastico, tra l’impossibilità di gestire due tamponi che spesso finiscono col sovrapporsi e il numero di casi in costante aumento, si assumono rischi, tra gli altri, di perdere giorni che mettono in crisi il tracciamento».

Dal Tavolo emerge chiaramente l’esigenza di stimolare le istituzioni a migliorare quegli interventi necessari a ridurre i rischi di contagio, e si evidenzia la necessità di migliorare la comunicazione per sensibilizzare i cittadini alla vaccinazione. «Auspichiamo infine – concludono - un celere ed immediato confronto con le forze politiche, anche quelle territoriali di maggioranza, tra cui la neo presidente della Commissione consiliare Sanità Antonietta D’Amico e quelle di opposizione, al fine di conoscere quali iniziative intendono intraprendere per fronteggiare tale emergenza».

Giornalista
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