Sanità Calabria

Indennità per medici e infermieri, un fiume di denaro ancora fermo in Regione: al via il confronto con i sindacati

Primo faccia a faccia tra il dipartimento Salute e le organizzazioni dopo un lungo stop delle relazioni. Chiesta una accelerazione delle procedure con un accordo che definisca importi e modalità di erogazione. Affrontato anche il tema della riorganizzazione del 118 

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di Luana  Costa
9 gennaio 2024
19:40

Si è conclusa con un aggiornamento al 18 di gennaio la riunione con le sigle sindacali per riallacciare i rapporti, dopo un anno di stop alle relazioni sindacali. Il dipartimento Salute e Welfare della Regione aveva convocato per questo pomeriggio i sindacalisti dopo innumerevoli sollecitazioni per discutere anche delle risorse messe a disposizione della Calabria dal Governo per incentivare il personale medico che presta servizio nelle aree di emergenza. Una enorme mole di fondi per ora custodita in Cittadella in assenza di qualsiasi trattativa con le organizzazioni sindacali.

«Abbiamo bruciato il 2023, abbiamo a disposizione una montagna di risorse dal sistema indennitario» ha commentato Luciana Giordano, segreteria Cisl Fp Calabria al termine del faccia a faccia avvenuto da remoto e durante il quale i sindacalisti (Cgil, Cisl, Uil, Nursing Up e Fials) non hanno mancato di sottolineare il ritardo con cui la Regione affronta la questione delle indennità.


Già nella legge di Bilancio 2021, il Governo aveva stanziato risorse per la Calabria da destinare al personale sanitario a titolo d'indennità di pronto soccorso (1.153.596), altre nel decreto Bollette (2.198.269) per aumentare gli importi delle prestazioni aggiuntive - 100 euro ai medici e 50 euro agli infermieri - e ancora nell'ultima legge di Bilancio il Governo ha previsto nuovi stanziamenti (6.240.000 per la dirigenza e 2.496.000 per il comparto) per aumentare gli importi - oltre 100 euro per i medici e fino a 60 euro per il comparto - estendendo l'intervento economico fino al 2026.

Ma per ora i medici e gli infermieri impegnati nei reparti più caldi non hanno ancora visto un euro. I sindacalisti hanno sollecitato il dipartimento chiedendo di velocizzare le procedure che contemplano un accordo per definire modalità e importi di erogazione. Affrontato anche il tema della riorganizzazione del sistema dell'emergenza urgenza con la previsione di due centrali di 118 situate a Cosenza (per l'area nord) e a Catanzaro (per l'area sud).

Luciana Giordano si è mostrata molto critica chiedendo le ragioni di una simile previsione. Il dca 64/2016 aveva infatti suddiviso il territorio regionale in tre macroaree con relative centrali di 118: «Non abbiamo compreso le ragioni della modifica di quel decreto» ha commentato la segretaria della Cisl Fp. «Così facendo si elimina una macroarea emarginando una parte di territorio. O si costituiscono tre macroaree o una sola per l'intera Calabria» ha incalzato la sindacalista contestando l'inclusione dell'intera provincia di Reggio Calabria nella competenza della centrale di Catanzaro.

Ulteriori rilievi poi sulla mobilità del personale del 118. I sanitari attualmente in servizio nelle centrali che saranno soppresse dovranno scegliere in quale delle due (Cosenza o Catanzaro) prestare servizio. «Anche su questo tema non c'è stato alcun confronto sindacale» precisa Giordano. Chieste infine delucidazioni sui piani di riorganizzazione della rete territoriale e ospedaliera che il ministero non ha ancora approvato.   

Nursing Up: «Abbiamo chiesto riunioni sindacali costanti»

«Si è appena concluso l'incontro sindacale regionale in programma per la giornata odierna. Il Nursing Up ha rappresentato, al direttore ad interim del Dipartimento Tutela della Salute, la grave situazione in cui si trova il Sistema sanitario regionale». Lo dichiara, all’esito della riunione, Stefano Sisinni, responsabile del Nursing Up Calabria.

«Sono state evidenziate le varie problematiche che quotidianamente vivono i lavoratori, a partire dalle dotazioni organiche assolutamente carenti, indennità di pronto soccorso ancora da concertare, piani assunzionali da definire, sicurezza sul lavoro, prestazioni aggiuntive ed altre questioni ritenute importanti – prosegue –. L'assenza di contrattazione a livello regionale ed aziendale è senz'altro un problema rilevante, perché se non vengono applicati i Ccnl, così come oggi accade nelle varie aziende, si penalizzano fortemente i lavoratori. Anche ciò è stato posto in evidenza con forza».

«Visti gli innumerevoli problemi da affrontare il Nursing Up ha, infine, chiesto riunioni sindacali costanti a livello regionale – conclude Sisinni –. Si è concordato di calendarizzare gli incontri a partire da giovedì 18 c.m. Attendiamo convocazione ufficiale che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Seguiranno aggiornamenti»

 

Giornalista
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