Consiglio regionale

Sanità Calabria, tensioni in Terza commissione: l’opposizione si astiene ma la modifica sull’Azienda zero passa

Il provvedimento di variazione del testo firmato dal presidente Occhiuto che ha recepito le osservazioni del Governo ottiene il via libera della maggioranza. Diversi i rilievi di Bruni (Misto) e Lo Schiavo (deMa)

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di Claudio Labate
22 febbraio 2022
20:55

Passa a maggioranza, con il voto di astensione di Amalia Bruni (Misto) e di Antonio Lo Schiavo (deMa), la proposta di modifica della legge regionale 15 dicembre 2021, n. 32, istitutiva dell'ente di governance della sanità regionale calabrese denominato “Azienda per il Governo della Sanità della Regione Calabria – Azienda Zero”.

Il provvedimento firmato dal presidente della giunta regionale, Roberto Occhiuto, questo pomeriggio è stato esaminato dalla Terza Commissione Sanità, dove è approdato in seguito ai suggerimenti del Governo che ha deciso di non impugnare la legge ma raccomandando adeguati correttivi. Il presidente dell’organismo consiliare, Michele Comito (FI), ha subito invertito l’ordine del giorno mettendo al primo punto proprio la discussione su Azienda Zero che, come si ricorderà, è stata votata direttamente in aula. All’epoca infatti le Commissioni non erano ancora state insediate.


È stata la Bruni a contestare per prima le modalità di presentazione della proposta di legge, non conforme al Regolamento, e la mancata trasmissione delle segnalazioni del Governo relative alla richiesta di modifica della legge. Punto che si è premurato di illustrare il presidente Comito a supporto di cui sono intervenute Iole Fantozzi, dirigente generale del Dipartimento Tutela della Salute e Servizi Socio-Sanitari, e Annamaria Ferrara, del Settore Assistenza Giuridica.

La Bruni però ha incalzato la maggioranza sostenendo che la modifica di ben sei articoli della legge che istituisce Azienda zero e l’inserimento di altri 2, equivale sostanzialmente all’impugnazione della stessa. Insomma, l’opinione espressa è che la valenza della legge meritasse una più ampia discussione. E d’altra parte la Bruni ha censurato il “modo frettoloso” di procedere che, a suo avviso, determinerà inevitabilmente errori capaci di mettere a rischio il già molto delicato e fragile sistema sanità. Per questo ha ribadito la necessità di esaminare e valutare le proposte di legge e i provvedimenti «in maniera approfondita e non in modo superficiale, abbandonando il metodo di lavoro caotico», sin qui seguito.

Secondo quanto si apprende la Bruni ha illustrato tutta una serie di osservazioni sulle modifiche che si intendono apportare, in particolare stigmatizzando la richiesta di eliminare dalle competenze di Azienda Zero quella di redigere il bilancio preventivo e consuntivo della Gestione Sanitaria Accentrata (GSA), e giudicando tale scelta «priva di visione strategica». Inoltre, ha espresso forti perplessità sulla norma finanziaria che, a suo giudizio, «è priva di un’analisi dei risparmi realizzabili» dalla nascita del nuovo Ente.

Non meno tenero Antonio Lo Schiavo, che ha espresso perplessità sulla proposta di legge che, già a suo tempo, in Aula era stata approvata in maniera, a suo giudizio, «frettolosa» ed evidenziando che le modifiche suggerite dal Governo «non sono formali bensì sostanziali».

Sottolineando poi che Azienda Zero ha creato molte attese, ha ribadito la posizione già espressa in Aula e pertanto ha annunciato che il suo voto rimarrà invariato.

A difesa del provvedimento si è schiarato Giuseppe Graziano (Udc) che ha sottolineato la correttezza dell’iter dal momento dell’insediamento della Commissioni. Dopo aver lodato il Presidente Occhiuto che si è assunto personalmente la responsabilità di presentare la proposta di legge di modifica, ha bacchettato i colleghi che si erano lamentati ricordando che la proposta di legge venne depositata cinque giorni prima della sua discussione in Aula, consentendo la presentazione, poi non avvenuta, di eventuali emendamenti modificativi da parte dei consiglieri.

È stato poi il presidente ad aver specificato che trattasi di una proposta di modifica concordata con il Governo, ponendo in votazione i 9 articoli e la legge nel suo complesso che è stata quindi approvata a maggioranza.

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