Un anno lontano dai campi, i problemi fisici da superare e la voglia di rimettersi in gioco. Il trequartista lametino si è rimesso in discussione con la maglia dei vibonesi, contribuendo alla partenza positiva della squadra. E intanto prepara anche il futuro: ha già conseguito il patentino da allenatore
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Risorgere dalle macerie e riscrivere da zero un capitolo del proprio percorso sportivo non era un'impresa banale, ma il Pizzo ci sta riuscendo e con ottimi argomenti. La compagine napitina sta disputando un avvio di campionato convincente nel girone B di Promozione, testimoniato dai 10 punti raccolti nelle prime sei giornate. La delusione della retrocessione dello scorso anno in Prima Categoria appare ormai alle spalle: il successivo ripescaggio è stato colto dalla società come un'occasione d'oro da non sprecare per dimostrare il valore del progetto.
Tra i volti copertina di questo inizio di stagione figura una novità per la piazza napitina ma una vecchia conoscenza del calcio dilettantistico calabrese: il fantasista lametino Alex Bernardi.
L'analisi del momento
Intervenuto ai microfoni di LaC News24, l'esperto trequartista ha tracciato un bilancio delle prime uscite della squadra, senza nascondere l'amarezza per l'ultimo passaggio a vuoto: «Sicuramente un avvio positivo sia dal punto di vista del gioco che da quello dei risultati. L'unica cosa da rimproverare, probabilmente, è la pesante sconfitta di domenica scorsa in casa del Val Gallico dal momento che non ci aspettavamo quel passivo, c'è comunque entusiasmo e stiamo lavorando bene con tanti giovani in rosa che dimostrano voglia di imparare e di seguire i consigli di noi più grandi. Stiamo creando un gruppo coeso sia in campo che nello spogliatoio e questo è fondamentale».
Una seconda giovinezza a 39 anni (con uno sguardo al futuro)
Per Bernardi il tempo sembra essersi fermato. Alla soglia dei 39 anni, l'attaccante continua a rivelarsi un fattore determinante e un punto di riferimento per i compagni, superando anche l'incognita di un anno intero trascorso da svincolato e lontano dai campi: «Non mi aspettavo neanche io questo avvio, soprattutto perché ero fermo da un anno e, quando sono arrivato a Pizzo, partivo con dei problemi fisici che grazie al mister e allo staff ho superato e adesso mi sto mettendo in condizioni ottimali. L'età c'è inutile negarlo, ed è proprio per questo che devo preservare la condizione fisica. La voglia di giocare e di tornare in campo c'è sempre stata, anche quando ero fermo. Nel frattempo però ne ho approfittato per studiare e prendermi il patentino di allenatore».
Un presente da trascinatore sul rettangolo di gioco e un futuro già tracciato in panchina: il Pizzo si gode la classe e l'esperienza del suo numero dieci per continuare a sognare in grande.

