Calcio e violenza, società dilettantistiche a confronto

VIDEO-INTERVISTA | Le aggressioni agli arbitri delle ultime settimane riaccendono un campanello d'allarme tra i vertici della Federazione. Convocata una riunione per mettere un freno alle intemperanze

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di Salvatore Bruno
23 gennaio 2019
11:05

95 casi nella stagione 2017-2018, già 34 in quella in corso. La Calabria è al primo posto della classifica nazionale relativa alle violenze esercitate sui campi di calcio dei campionati dilettantistici. Il campanello d’allarme ha spinto il presidente del Comitato Regionale Calabria della Federazione Gioco Calcio, Saverio Mirarchi, a convocare, insieme al presidente della classe arbitrale regionale Franco Longo, un confronto con le società, per mettere un freno agli scontri verbali e fisico che hanno scandito le ultime giornate dei calendari agonistici. L’incontro si è svolto nell’aula magna del Liceo Sportivo di Castrolibero.

Casi in aumento nella seconda parte della stagione

Snocciolati i numeri delle statistiche, da cui è emersa una maggiore criticità proprio a partire dal mese di gennaio, nella fase del campionato in cui evidentemente la posta in palio diventa più importante per le squadre partecipanti. Vittime della violenza sono gli arbitri, soprattutto in seconda e terza categoria dove il direttore di gara non può contare neppure sul supporto dei guardalinee. Nel 58% dei casi si tratta di aggressioni fisiche, nel 12% di grave entità con prognosi superiore agli otto giorni. Il punto con il presidente del Comitato Regionale Calabria della Figc-LND Saverio Mirarchi:

Giornalista
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