Dal terzino della Juventus finalista nel 1973 al giovane del Napoli: una storia lunga oltre mezzo secolo. Nell’elenco anche Gattuso, Pancaro, Perrotta, Milito, Almeyda ed Emerson Palmieri, tra nati in Calabria e calciatori di origine calabrese
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Dalla finale di Belgrado del 1973 alla notte del Maradona contro l'Arsenal. Più di mezzo secolo di calcio europeo raccontato anche attraverso una fetta di Calabria. Sono almeno 15 i calciatori di origine calabrese che hanno disputato almeno una partita in Coppa dei Campioni o in Champions League, considerando sia i giocatori nati nella regione sia quelli nati altrove ma con origini calabresi documentate. L'ultimo nome è quello di Costantino Favasuli da Africo, nato a Reggio Calabria nel 2004, entrato nella ripresa di Napoli-Arsenal, di ieri, 9 settembre 2026. Un debutto che lo ha fatto entrare in un albo particolare, accanto a campioni che hanno scritto pagine memorabili del calcio italiano ed europeo.
Il primo della lista è Silvio Longobucco, nato a Scalea. Con la Juventus arrivò fino alla finale della Coppa dei Campioni 1972-73 contro l'Ajax di Johan Cruyff. A Belgrado, il 30 maggio 1973, Longobucco fu schierato titolare nella prima finale europea della storia bianconera, persa 1-0 per il gol di Johnny Rep. Una partita rimasta nella memoria anche per il duello tra il terzino calabrese e l'ala olandese. Poi c'è la generazione che ha trasformato la presenza calabrese in Champions in una costante. Giuseppe Pancaro (di Acri), nato a Cosenza, ha giocato nella massima competizione europea con Lazio e Milan. Mark Iuliano, anche lui cosentino, ha vissuto con la Juventus gli anni delle grandi sfide europee e due finali consecutive, nel 1997 e nel 1998. A Cosenza è nato anche Stefano Fiore, protagonista con la Lazio in Champions e successivamente con il Valencia. Un altro cosentino, dunque, sul palcoscenico più prestigioso del calcio continentale. Ma il nome più pesante è senza dubbio quello di Gennaro Gattuso, nato a Corigliano Calabro. Con il Milan ha costruito una parte fondamentale della propria leggenda: protagonista delle campagne europee rossonere, ha conquistato la Champions League nel 2003 e nel 2007. Il Milan stesso ha raccontato il legame tra il centrocampista e la sua terra, ricordandolo come il “giovane calabrese” arrivato ai Rangers prima di diventare uno dei simboli della squadra rossonera. Nel gruppo dei calabresi della Champions c'è poi Vincenzo Iaquinta (di Cutro), nato a Crotone. L'attaccante ha vissuto la grande avventura europea dell'Udinese e successivamente quella della Juventus. Con i friulani, nel 2005, lasciò subito il segno realizzando una tripletta contro il Panathinaikos. E c'è una storia molto più breve, ma comunque storica: quella di Felice Natalino, nato a Lamezia Terme. Difensore dell'Inter, nel 2010-11 riuscì a collezionare una presenza in Champions League con i nerazzurri.
La Calabria, però, non si ferma ai nati nella regione. Il caso più noto è quello di Simone Perrotta. Nato ad Ashton-under-Lyne, in Inghilterra, da genitori calabresi, tornò in Italia all'età di cinque anni e crebbe a Cerisano, nel Cosentino, prima di passare dalla Reggina. Con la Roma diventò protagonista della Champions e arrivò fino alla semifinale nel 2008. La UEFA registra, nella sola stagione 2007-08, sei presenze nella competizione. La storia personale di Perrotta racconta dunque un ponte diretto tra l'emigrazione calabrese e il grande calcio europeo.
Un altro nome è quello di Simone Loria, nato a Torino ma figlio di genitori emigrati da San Giovanni in Fiore. Con la Roma disputò la Champions League 2008-09, giocando due partite, contro Cluj e Arsenal. Una presenza breve, ma sufficiente per entrare nella storia dei calabresi d'Europa. Dall'altra parte dell'Atlantico arriva invece Diego Milito. Nato a Bernal, in Argentina, è figlio di una famiglia originaria di Terranova da Sibari. E proprio lui è uno dei calabresi "d'adozione" più vincenti della storia della Champions: con l'Inter nel 2010 conquistò il Triplete e nella finale di Madrid contro il Bayern Monaco firmò una doppietta indimenticabile. L'Inter lo celebra ancora oggi nella propria Hall of Fame come uno degli uomini simbolo della conquista europea. C'è poi Matías Almeyda, argentino nato ad Azul, la cui madre era originaria di Francavilla Marittima, nel Cosentino. Centrocampista della Lazio campione d'Italia nel 2000, Almeyda disputò la Champions con i biancocelesti e successivamente anche con l'Inter, segnando in nerazzurro contro il Newcastle.
La lista comprende anche Antonio Candreva, nato a Roma da famiglia di origini calabresi. Con la Lazio disputò la Champions 2015-16, giocando due partite tra i preliminari e la fase della competizione. E ancora Matteo Politano, romano di nascita ma di origini calabresi, precisamente di Fiumefreddo Bruzio. L'attaccante ha accumulato diverse esperienze in Champions con Inter e Napoli, diventando uno dei calciatori calabresi "di seconda generazione" più presenti nella competizione. Le statistiche registrano sei presenze con l'Inter nel 2018-19, altre quattro nel 2019-20 e due con il Napoli nella stessa stagione, oltre alle successive partecipazioni con gli azzurri. Infine Emerson Palmieri, nato in Brasile, ma con una precisa ascendenza calabrese: la madre Eliana Palmieri discende da Alfonso Palmieri, nato a Rossano nel 1853. Con il Chelsea ha conquistato la Champions League 2020-21 e nel corso della carriera europea ha giocato anche con la Roma e successivamente con il Chelsea e il Lione. Nel 2023 è diventato il primo calciatore a vincere tutte le principali competizioni UEFA per club. E adesso c'è Favasuli. Il ventiduenne nato a Reggio Calabria è entrato nella ripresa di Napoli-Arsenal, diventando l'ultimo calabrese ad affacciarsi sulla ribalta della Champions. Una storia appena cominciata e che, per età, potrebbe diventare molto più lunga di quella di tanti predecessori. Il bilancio, dunque, racconta due Calabria. La prima è quella dei calciatori nati nella regione: Longobucco, Pancaro, Iuliano, Fiore, Gattuso, Iaquinta, Natalino e Favasuli. Otto nomi, otto storie diverse, dagli anni Settanta al 2026. La seconda è quella della grande emigrazione calabrese: Perrotta, Loria, Milito, Almeyda, Candreva, Politano ed Emerson Palmieri. Sette giocatori nati fuori regione, ma legati alla Calabria per famiglia, origine o formazione. Dal piccolo campo di Scalea alla notte di Madrid, passando per Cosenza, Corigliano, Crotone, Lamezia e Reggio Calabria. La Calabria ha avuto il suo posto anche sul palcoscenico più grande del calcio europeo. E con Favasuli, quel capitolo non è ancora finito.

