I paragoni, si sa, a volte sono inutili. Altre volte, però, possono servire almeno a leggere meglio una situazione che oggi, guardando soltanto la classifica, appare decisamente complicata. Ed è proprio mettendo uno accanto all’altro il Catanzaro di Giorgio Gorgone e quello di Alberto Aquilani che emerge una curiosità destinata probabilmente a strappare qualche sorriso ai tifosi giallorossi.

Dopo cinque giornate il Catanzaro attuale ha appena tre punti ed è al 19° posto, con un bilancio di una vittoria e quattro sconfitte, cinque reti realizzate e nove subite. Un avvio certamente negativo, soprattutto considerando che le Aquile hanno perso tutte le quattro trasferte disputate finora.

Eppure basta proiettarsi alla prossima partita per scoprire che la distanza rispetto alla scorsa stagione potrebbe improvvisamente scomparire.

Quei sei pareggi consecutivi di Aquilani

Il Catanzaro di Aquilani aveva iniziato il campionato 2025/26 in maniera completamente diversa. Non perdeva, ma non riusciva neppure a vincere. Sei pareggi nelle prime sei giornate: 1-1 al Ceravolo contro il Südtirol, 0-0 a La Spezia, 1-1 con la Carrarese, 2-2 sul campo della Reggiana, ancora 2-2 contro la Juve Stabia e infine 0-0 a Marassi contro la Sampdoria. Risultato: sei punti dopo sei turni.

Poi arrivarono le prime sconfitte, contro Monza e Padova. Quella partenza senza vittorie alimentò dubbi e discussioni, ma la stagione avrebbe successivamente preso tutt’altra direzione, fino al quinto posto e alla lunga corsa nei playoff.

Ed ecco allora il piccolo paradosso. Il Catanzaro di Gorgone ha già perso quattro volte, quello di Aquilani non aveva ancora perso dopo sei giornate. Ma se le Aquile dovessero battere il Mantova alla ripresa, arriverebbero esattamente agli stessi sei punti dello scorso anno dopo sei turni.

Un modo piuttosto contorto per arrivare nello stesso posto: Aquilani con sei pareggi, Gorgone eventualmente con due vittorie e quattro sconfitte.

Gorgone tra quattro sconfitte e una sola vittoria

Il percorso attuale racconta infatti una storia decisamente più movimentata. Il Catanzaro debutta perdendo 3-2 a Vicenza, dopo essere stato due volte avanti. Alla seconda giornata arriva il 2-1 di Pisa, con Iemmello che porta avanti i giallorossi prima della rimonta toscana. Poi il 2-0 incassato contro il Südtirol.

Il primo sorriso arriva soltanto alla quarta giornata, quando al Ceravolo la Carrarese viene battuta 1-0. Ma quella che poteva essere la partita della svolta non trova continuità: a Genova arriva un altro 2-1, questa volta contro la Sampdoria.

Il totale è presto fatto: cinque gol segnati, nove incassati, media di 1,8 reti subite a partita e zero punti conquistati lontano dal Ceravolo. L'unica vittoria e l'unico clean sheet sono arrivati in casa contro la Carrarese.

Ed è proprio questo, più che il confronto con Aquilani, il dato sul quale Gorgone dovrà lavorare durante la sosta.

A Genova i numeri raccontano qualcosa

Perché la sconfitta di Marassi lascia parecchio materiale sul quale riflettere. Il Catanzaro passa in vantaggio nel recupero del primo tempo grazie all'autorete di Gartenmann, viene raggiunto da Insigne all'11' della ripresa e dal 64' gioca addirittura in superiorità numerica per l'espulsione di Abildgaard. Eppure all'85' è Begic a segnare il 2-1, sfruttando l'errore difensivo dei giallorossi.

Anche le statistiche raccontano una partita meno rassicurante di quanto possa suggerire il 58% di possesso palla del Catanzaro. La Sampdoria conclude 17 volte contro le 10 delle Aquile e soprattutto centra lo specchio sei volte contro una sola dei giallorossi. Il Catanzaro batte cinque corner contro quattro e colpisce un legno, ma non riesce a trasformare il maggiore possesso e la superiorità numerica dell'ultima mezz'ora in occasioni sufficientemente pericolose.

È questo il punto che rende il paragone con lo scorso anno utile ma fino a un certo punto.

Il Mantova può rimettere i conti in pari

Il prossimo appuntamento sarà al Ceravolo contro il Mantova, dopo la lunga sosta. Una vittoria consentirebbe al Catanzaro di salire a sei punti e quindi di raggiungere, almeno numericamente, il bottino della squadra di Aquilani dopo sei giornate.

E allora quattro sconfitte potrebbero improvvisamente pesare un po' meno. La matematica, del resto, ha anche questo curioso senso dell'umorismo.

Ma dietro il possibile aggancio resta una differenza evidente. Il Catanzaro dello scorso anno aveva soprattutto il problema di trasformare i pareggi in vittorie; quello attuale deve innanzitutto imparare a evitare che partite ancora aperte o addirittura favorevoli finiscano senza punti.

Vicenza e Sampdoria sono gli esempi più evidenti. A Genova, in particolare, essere avanti nel punteggio e successivamente ritrovarsi con un uomo in più avrebbe potuto rappresentare l'occasione per dare continuità alla vittoria sulla Carrarese. È accaduto l'esatto contrario.

Per questo la sosta arriva forse nel momento migliore. Gorgone ha tempo per lavorare, recuperare condizione e soprattutto intervenire sulle criticità emerse nelle prime cinque giornate.

Poi arriverà il Mantova e, con una vittoria, il Catanzaro potrebbe davvero ritrovarsi con gli stessi punti dello scorso anno. E sappiamo bene come finì quella stagione.

I paragoni, dunque, saranno pure inutili. Ma quando fanno comodo, almeno per qualche giorno, diventano improvvisamente molto interessanti.