Il monito da Ferramonti: «Attenzione, l’antisemitismo non è morto»
«La Calabria e Ferramonti di Tarsia come campo di internamento libero hanno vissuto una contraddizione: da una parte l’applicazione delle leggi razziste, dall’altra l’umanità di tante persone che non vedevano ebrei ma uomini». La Giornata della Memoria ha visto la partecipazione di Roque Pugliese, consigliere della Comunità ebraica che ha evidenziato il doppio registro: «La popolazione dal basso vide che c’era qualcosa che non andava: ecco perché Ferramenti rappresenta un unicum. Ma non dimentichiamo: l’antisemitismo non è morto».
A Cosenza ora, dove si allarga il caso dello studente aggredito da uno steward allo stadio “Marulla” durante una partita di beneficenza per uno striscione di contestazione al presidente della società di calcio cittadina, Eugenio Guarascio. Dopo l’uscita della notizia sulle nostre testate sono intervenuti sia il sindaco Franz Caruso sia la società stessa con un post che nega la propria organizzazione dell’evento. Ma le immagini diffuse via social dagli account ufficiali rossoblù sembrano smentire la società stessa.