Caos rifiuti, a Reggio Calabria un'altra estate senza discariche per lo smaltimento degli scarti

Nel Reggino nell'immediato nessun impianto finale. Si tampona con trasferimenti fuori regione e con il conferimento a Lamezia Terme

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di Anna Foti
12 luglio 2021
16:02

Prodotte ogni giorno, dai 97 comuni della Città Metropolitana, 480 tonnellate di rifiuti indifferenziati (130- 150 prodotte solo nel Comune di Reggio), da lavorare nei tre impianti di smaltimento dell’Ato reggino ossia Sambatello, Siderno e Gioia Tauro. A fronte del nodo ancora irrisolto del conferimento di ciò che resta dopo la lavorazione a e che ammonta a un totale giornaliero di circa 240 tonnellate, Città Metropolitana di Reggio e Regione incrementano la trasferenza in Puglia del rifiuto tal quale (fino a settembre 200 tonnellate al giorno), ossia il rifiuto ancora da lavorare al fine di alleggerire i tre impianti di smaltimento dell’area metropolitana. Gli scarti che nell’Ato reggino non hanno ancora uno sbocco, andranno, con costi a carico dei Comuni, a Mantova, in Sicilia e in Puglia. L'accordo prevede l'invio di un totale di 3000 tonnellate di scarti. Continuerà a contribuire anche l’impianto finale di Lamezia al quale è stato chiesto di accogliere 120 tonnellate al giorno provenienti dall’Ato di Reggio Calabria, non ancora autosufficiente. Questa la situazione in attesa degli impianti per il conferimento degli scarti.


Sul fronte dell'umido, l'unico impianto pubblico di lavorazione presente in Ato, ossia quello di Siderno, dopo l'incendio dello scorso anno, non è stato ancora ripristinato. Tra qualche settimana dovranno inizieranno i lavori di efficientamento.


L'impianto conferimento a Melicuccà

Il consigliere delegato all'Ambiente, Salvatore Fuda, in apertura della seduta del Consiglio Metropolitano svoltasi la scorsa settimana ha così spiegato all'assemblea la situazione relativa alla discarica finale di Melicuccà. «È stabilito di procedere con una “road map” che porterà all’apertura o meno dell’impianto. La Regione ha avviato le pratiche con Arpacal per la perimetrazione dell’area di rispetto sulla sorgente Vina che, attualmente, ancora mancava. Si procederà, quindi, con la richiesta ad Arpacal, ad Ispra, coinvolgendo il Ministero per la Transizione ecologica, per capire se quei parametri di esercizio possano essere rispettati a tutela della salute pubblica. Per sgombrare ogni equivoco, la linea da sempre assunta dall’amministrazione e dal sindaco Falcomatà, è quella che nessuno avvierà un impianto se non v’è certezza sull’integrità dell’approvvigionamento idrico nelle zone interessate dall’opera», ha chiarito il consigliere metropolitano delegato all'Ambiente, Salvatore Fuda, che in occasione di apposito incontro con la stampa nei giorni scorsi, in merito a questo impianto, ha anche preannunciato comunicazioni future congiunte con la Regione.


A Melicuccà, località La Zingara, non insiste soltanto la vasca della nuova discarica, per la quale si resta in attesa di valutazioni scientifiche e politiche per capire se quando entrerà in funzione, ma vi è anche la vecchia discarica, ossia della vasca che esaurito nel 2003 la sua attività e sulla quale insiste un progetto di bonifica. Tuttavia, gli esiti della relativa conferenza dei servizi sono stati oggetto di un ricorso amministrativo, presentato dal comune di Palmi, nell’ambito del quale il Tar reggino ha intanto sospeso una serie di atti, in attesa della discussione nel merito.

L'ex discarica di Motta San Giovanni

Ancora nessuna gara pubblicata dalla Regione Calabria per la costruzione dell’impianto finale a Motta San Giovanni, in località Comunia. Intanto, il piano di caratterizzazione di quanto rimasto nell’ex discarica comunale insistente nella stessa zona, approvato dalla Conferenza dei servizi, riferisce di un sito non contaminato.

Nella Locride

Per quanto riguarda l'impianto nella Locride, l'unico al momento a non essere stato ancora finanziato, è in corso l'interlocuzione con i sindaci. «Abbiamo già Avuto degli incontri e stabilito alcuni principi, tra i quali quello di non gravare su territori che stiano o abbiano già contribuito al ciclo dei rifiuti ospitando un impianto o una discarica sul territorio. È il caso rispettivamente di Siderno e di Casignana. Dovremo lavorare anche per capire che gli impianti di smaltimento degli scarti di oggi non sono le discariche di vent’anni fa. Si tratta di impianti moderni a basso impatto ambientale in cui conferire scarti di lavorazione in percentuali sempre minori e di migliore qualità», ha concluso il consigliere metropolitano con delega all'Ambiente, Salvatore Fuda.

 

Giornalista
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