Il monitoraggio di Legambiente, Croce Rossa e Rse rileva temperature record su asfalto e pavimentazioni gommate, mentre cresce la "povertà di raffrescamento". Al Governo l'appello per investire in verde urbano e piani contro i cambiamenti climatici
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In Italia è un'estate torrida, con una temperatura ambientale media di 35,9 gradi, ma può arrivare a 45,3 e oltre. Tra le superfici più critiche esposte al sole, infatti, l'asfalto raggiunge una media di 52 gradi con temperatura di picco di 62,7 gradi e la pavimentazione gommata che arriva a 66 di media con un picco di 75,6 sotto gli scivoli del parco giochi del Giardino Giuseppe Saragat a Torino.
Che caldo che fa
Sono i dati del bilancio finale di 'Che caldo che fa, contro la cooling poverty: città + fresche, città + giuste', la campagna di Legambiente realizzata insieme alla Croce Rossa Italiana e al partner tecnico Rse (Ricerca sul sistema energetico) e relativi a Napoli, Milano, Roma, Torino, Terni e Bari dove «ben il 64,4% delle infrastrutture e servizi mappati in 6 quartieri periferici monitorati sono esposti direttamente al sole».
Negli ultimi 11 anni, dal 2015 al 2025, l'effetto "caldo torrido", si è anticipato a giugno con un aumento dei quartieri che registrano una temperatura media mensile diurna della superfice tra 41 e 45 gradi, afferma l'associazione ambientalista. Milano la città più colpita. Roma resta in alert rosso anche ad agosto con quartieri dove il caldo sale tra 46-50 gradi.
L’emergenza nelle periferie
Secondo Legambiente è «urgente ripensare le città a partire dalle periferie e dalle aree dove vivono le persone più vulnerabili dal punto di vista sociale ed economico. Al Governo chiediamo subito di stanziare le risorse economiche per attuare il Pnacc (Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici). In città servono più spazi verdi e alberature, meno asfalto e più rifugi climatici».
Se ombreggiate, la temperatura media per le superfici gommate cala a 33 gradi e a 35 per l'asfalto, emerge dal monitoraggio. La temperatura minima (23,5 gradi) è stata, invece, rilevata su un terreno naturale, in prossimità di una fontanella presso l'Acquedotto Alessandrino a Roma. A dimostrazione che fontane o aree verdi-ombreggiature contribuiscono all'abbassamento della temperatura, ma anche, nel caso delle coperture arboree, a ridurre l'inquinamento e a mitigare le emissioni di gas climalteranti, spiega Legambiente.
La povertà da “raffrescamento”
Il monitoraggio ha evidenziato che nei quartieri con le temperature più alte ci sono i redditi medi più bassi e dove è più diffusa la povertà di raffrescamento. Qui ben il 64,4% delle infrastrutture e servizi mappati (288 su 465) risultano esposti al sole nelle ore più calde della giornata.
Negli ultimi undici anni, il caldo torrido ha anticipato al mese di giugno con un aumento sensibile dei quartieri che hanno registrato temperature medie mensili diurne della superfice tra 41 e 45 gradi. Milano è la città più colpita dalle temperature superficiali a giugno, con un aumento di 62 quartieri, rispetto al 2015 in cui erano solo 6, quelli con temperature comprese tra 41 e 45 gradi. Roma è quella che resta in alert rosso anche ad agosto con un incremento di 32 quartieri nella fascia 46-50 gradi e di 71 nella fascia 41-45 gradi rispetto ai quartieri con analoghe temperature nel 2015.
Le richieste di Legambiente
Legambiente chiede al governo oltre alle risorse per il Pnacc, la definizione di un Piano specifico per l'adattamento delle aree urbane e delle coste e all'approvazione di un piano nazionale, con relativa mappatura, dei rifugi climatici nelle aree urbane ma anche nei grandi eventi estivi come già fatto a Festambiente, il primo Festival in Italia ad averli realizzati a Rispescia. È inoltre fondamentale prevedere campagne di informazione e sensibilizzazione, più infrastrutture verdi e blu, dare gambe al Piano sociale per il Clima, e avviare un piano di riqualificazione energetica degli edifici.

