Costa crotonese, l’Arpacal certifica: «Le acque per la balneazione sono eccellenti»

VIDEO | Il mare nella provincia di Crotone ottiene il massimo punteggio nella classificazione, tranne un tratto nei pressi della foce del fiume Neto. Rientrata la non conformità a Crucoli

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di Francesca Caiazzo
22 giugno 2021
12:16

Lunghe spiagge dorate che si alternano a suggestive scogliere, romantiche calette celate da una natura incontaminata, imponenti promontori da cui si ergono maestosi segni del passato. È un’esplosione di suggestioni e bellezza, la costa crotonese, accarezzata da un mare limpido e cristallino. Sono acque eccellenti quelle destinate alla balneazione nella provincia di Crotone, lo suggerisce lo sguardo che si perde nella trasparenza dei fondali, lo certifica il consueto monitoraggio dell’Arpacal.

Il monitoraggio dei tecnici Arpacal

Un lavoro quello dei tecnici dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria, che va avanti da aprile a settembre, con attività mensili su tutte le 84 stazioni di campionamento dislocate sul territorio: 21 a Crotone, 21 a Isola di Capo Rizzuto, 13 a Cirò Marina, 8 a Strongoli, 8 a Cutro, 6 a Crucoli, 4 a Melissa, 3 a Cirò. Sono escluse dal rilevamento, le aree portuali e la zona dell’ex area industriale di Crotone, dove vige il divieto di balneazione permanente. Due i parametri microbiologici monitorati: l’escherichia coli e gli enterococchi intestinali. I prelievi vengono inviati al laboratorio della sede Arpacal di Catanzaro, che restituisce il risultato in circa 48 ore. Gli esiti vengono caricati sul portale delle acque del ministero della Salute e sono consultabili da tutti. Nell’eventualità di risultati con conformi, viene inviata immediata segnalazione al Comune in cui è stato effettuato il prelievo, oltre che a Regione Calabria e ministero.


Mare (quasi totalmente) eccellente

«Più del 95% delle stazioni campionate è stato classificato con qualità eccellente» ci spiega Alfredo Amoruso, funzionario Arpacal della sede di Crotone. L’unico punto a ricevere una classificazione inferiore è quello che si trova a 500 metri a sud del fiume Neto, nel territorio di Crotone: «È stato classificato con qualità buona, perché negli anni ha dato qualche criticità. Per questo stiamo valutando di escludere quell’area dalle aree destinate alla balneazione. Vogliamo, quindi, ridurla per farla rientrare in un’area non balneabile» aggiunge Amoruso.

Durante l’attività svolta a maggio, il laboratorio di Catanzaro ha consegnato un risultato non conforme in corrispondenza di una delle stazioni di campionamento nel territorio di Crucoli. L’Arpacal, seguendo la procedura, ha trasmesso i dati, tra gli altri, al Comune, che ha provveduto a emettere un divieto di balneazione in quel tratto. Proprio nei giorni scorsi, però, la criticità è rientrata: i paramenti si sono allineati e ora anche quel punto risulta pienamente balneabile.

«Punto di forza della proposta turistica»

Tra i punti di massima eccellenza, meritano di essere citati – ma a mero titolo esemplificativo - Torre Borgatorio (Strongoli), Zona Taverna (Melissa), Punta Alice (Cirò Marina), Lido Sole 1 (Cutro), Capo Cimiti (Isola di Capo Rizzuto) e Capo Colonna (Crotone). «Un buon segnale sullo stato di salute delle nostre acque, con conseguente ritorno positivo per l’immagine dell’intero territorio e per l’attrattività del flusso di turisti. Sapere di poter fruire di spiagge e acque che sono di qualità eccellente su tutta la costa lascia ben sperare» commenta l’assessore comunale al Turismo di Crotone, Luca Bossi. «Sono dati che mi rendono felice, è un’occasione in più per invitare tutti quanti a venire a fare il bagno a Crotone, nella speranza di uscire al più presto da questa pandemia che ha fatto tanti danni» aggiunge il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce. «Questo è il vero punto di forza della nostra proposta turistica, che unisce bellezza del paesaggio ad acque limpide e pulite» afferma Salvatore Friio, assessore comunale al Turismo di Isola di Capo Rizzuto.

Crotone: il tratto che costeggia la strada per Capo Colonna

Se alcune stazioni di campionamento della città pitagorica non riservano quasi mai brutte sorpresa, ce ne sono altre che, invece, fino a qualche anno fa, hanno fatto rilevare qualche criticità. «In passato, più volte, abbiamo avuto problemi nel tratto che costeggia la via per Capo Colonna, subito dopo il cimitero. Questo perché – spiega Amoruso - la rete fognaria di quel tratto è stata realizzata più di 70 anni fa e spesso, vista la presenza di case, villette e piscine, può andare in crisi, lasciando sfiorare le acque sulla spiaggia».

Attualmente, il problema sembra essere rientrato, dopo gli interventi realizzati dall’amministrazione comunale guidata dall’allora sindaco Ugo Pugliese. «Il problema – conferma Voce – era dovuto alla portata elevata dei reflui rispetto alla condotta che li trasportava. Oggi, le cose vanno bene dopo gli ultimi lavori che sono stati eseguiti, alleggerendo il peso di questa quantità di reflui».

Crotone: la passerella

Un’altra zona che ha spesso destato preoccupazione è quella nei pressi della cosiddetta passerella, sul lungomare cittadino di Crotone. Proprio qui, nei giorni scorsi, è apparso un rigagnolo d’acqua sporca e maleodorante, esteso su un tratto di spiaggia. «A noi – spiega Voce - non risultano criticità. Ho sentito anche il presidente di Congesi (consorzio che si occupa delle rete idrica e fognaria della città di Crotone, ndr) per chiedere informazioni su eventuali sversamenti fognari a mare, ma mi ha rassicurato in tal senso». Anche le analisi Arpacal hanno dato esito favorevole: non c’è contaminazione di origine fecale.

Tra l’altro, in zona passerella, l’Agenzia esegue anche un controllo sulle alghe tossiche: «Ne faremo due a luglio e due nel mese di agosto. In passato, solo una volta abbiamo ottenuto dei risultati borderline, quasi di allerta, che però poi sono rientrati immediatamente. Qualora dovessero verificarsi delle positività, l’Arpacal informerà subito sia l’amministrazione comunale che l’azienda sanitaria» precisa Amoruso.

L’Area Marina Protetta Capo Rizzuto

Nelle acque antistanti Crotone e Isola di Capo Rizzuto, si estende l’Area Marina Protetta Capo Rizzuto, una delle più grandi riserve marine d’Italia: 42 chilometri di costa che custodiscono meraviglie naturali e paesaggiste, ma anche suggestivi percorsi archeologici subacquei. La certificazione d’eccellenza assegnata da Arpacal non stupisce Guglielmo Liò, che all’Amp lavora da anni: «Conferma il lavoro svolto in questi anni tra Area Marina Protetta, Provincia di Crotone, Comune e Capitaneria di Porto».

Non a caso, proprio da queste parti, nei mesi scorsi, ha fatto capolino un curioso visitatore, la foca monaca, la cui presenza è un indicatore ambientale importante, che certifica la limpidezza delle acque: «È stata avvistata l’ultima volta un mesetto fa, ora – aggiunge Liò - stando ai dati dell’Ispra, con cui la stiamo monitorando, si sarebbe spostata verso la Sicilia. Era capitata dalla nostre parti, come successo anche in passato, perché ha trovato delle zone incontaminate e non popolate da insediamenti antropici in cui starsene tranquilla. Speravamo che potesse scegliere questo posto come sito di nidificazione, così non è stato, ma speriamo di rivedere qualche cucciolo di foca monaca nei prossimi anni nuotare nelle nostre acque».

Isola Capo Rizzuto vuole la Bandiera Blu

Pur in piena Area Marina Protetta, anche la costa di Isola di Capo Rizzuto, in passato, ha fatto registrare delle criticità in località Capo Piccolo, che oggi sono superate, come conferma Amoruso: «Qualche problema l’avevamo con il torrente Vorga, probabilmente dovuto alla vicinanza con depuratore, ma oggi è stato risolto. Sono un paio di anni che a Capo Piccolo non abbiamo più problemi, tant’è vero che dall’ultima classificazione, la qualità delle acque di balneazione risulta eccellente».

Stessa cosa per il torrente Acquavrara, «un canalone di scolo delle acque di irrigazione» che sfocia sulla spiaggia grande di Le Castella, «che il Comune di Isola di Capo Rizzuto sta attenzionando da tempo» facendo anche delle «denunce per scarichi abusivi. Noi con la Capitaneria di Porto e con il Comune abbiamo fatto più sopralluoghi. Quando c’è una criticità, noi immediatamente la segnaliamo. Attualmente, come dicevo prima, la qualità delle acque è eccellente su quasi tutta la costa crotonese» precisa Amoruso.

Anche in virtù del lavoro fatto e dei risultati ottenuti, ora il Comune di Isola di Capo Rizzuto aspira a ottenere la Bandiera Blu, prestigiosa certificazione ambientale che nel Crotonese possono vantare solo Melissa (che il 26 giugno a Tropea riceverà pure il Premio Mare Pulito Giordano Bruno) e Cirò Marina. L’amministrazione comunale ha già avviato la procedura per autocandidarsi, come ci aveva anticipato settimane fa il sindaco Maria Grazia Vittimberga e come ci conferma l’assessore Friio: «È un riconoscimento importante che il nostro territorio, con questa costa e queste acque, non può non avere».

Giornalista
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