La Calabria è tra le regioni italiane più esposte agli incendi boschivi. Oltre il 40% del territorio è coperto da boschi e, complice il cambiamento climatico, le estati sono sempre più calde, secche e ventose. Condizioni che rendono la vegetazione estremamente vulnerabile.

Va chiarito subito un punto essenziale: il caldo, da solo, non provoca gli incendi. In Calabria non esiste il fenomeno dell’autocombustione della vegetazione. Temperature elevate e siccità rendono semplicemente erba, cespugli e boschi più facili da incendiare.

Nella quasi totalità dei casi, infatti, il fuoco nasce dall’azione dell’uomo, per negligenza, imprudenza o, purtroppo, per dolo.

Negli ultimi anni la Regione Calabria ha rafforzato in modo significativo prevenzione e contrasto agli incendi, investendo in droni, sistemi di monitoraggio, sale operative tecnologicamente avanzate e nuovi strumenti di previsione del rischio. L’obiettivo non è soltanto spegnere i roghi, ma intercettarli quando sono ancora piccoli: nei primi minuti si gioca la differenza tra un focolaio e una catastrofe ambientale.

Per capire come si sviluppano gli incendi boschivi, quali rischi comportano e quali comportamenti adottare per prevenirli e affrontarli in sicurezza, ne parliamo con Carlo Tansi, geologo, primo ricercatore del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR).

Partiamo dall’inizio. Che cos’è un incendio boschivo?

«È un fuoco che si sviluppa e si propaga senza controllo nella vegetazione. Basta immaginare un fiammifero acceso in mezzo a un prato completamente secco: se c’è vento, in pochi minuti può trasformarsi in un incendio enorme. Un incendio boschivo brucia erba, cespugli, macchia mediterranea e alberi. Il problema non riguarda solo il bosco distrutto. Quando le fiamme si avvicinano a case, aziende, campeggi o altri luoghi frequentati dalle persone, si parla di incendio di interfaccia, cioè di un rogo che mette direttamente in pericolo la vita umana».

Qual è la differenza tra un incendio boschivo e un incendio di interfaccia?

«È una distinzione fondamentale. Un incendio boschivo interessa soprattutto boschi, macchia mediterranea, pascoli o altre aree naturali. In questo caso l’obiettivo principale è fermare il fuoco prima che si propaghi. Un incendio di interfaccia, invece, si verifica quando le fiamme raggiungono aree abitate o luoghi frequentati dalle persone. In quel momento il problema non è più soltanto salvare il bosco, ma soprattutto proteggere la vita delle persone. Per questo, quando un incendio minaccia abitazioni o centri abitati, è fondamentale attivare subito anche il sistema regionale di Protezione Civile».

Perché si sviluppano gli incendi boschivi?

È importante sfatare un falso mito. Molti pensano che gli incendi nascano perché fa molto caldo. Non è vero. In Calabria non esiste l’autocombustione. Il caldo, da solo, non accende il fuoco. Temperature elevate e siccità rendono semplicemente la vegetazione molto più secca e quindi pronta a bruciare. Serve però sempre un fattore di innesco. Nella grandissima maggioranza dei casi questo innesco è provocato dall’uomo:

  • incendi appiccati volontariamente;
  • mozziconi di sigaretta accesi;
  • barbecue lasciati incustoditi;
  • residui agricoli bruciati illegalmente o senza le necessarie precauzioni;
  • scintille prodotte da attrezzi o macchinari».

Perché un incendio boschivo è così pericoloso e dannoso?

«Perché non distrugge soltanto gli alberi. Danneggia animali, habitat naturali, impoverisce il terreno, aumenta il rischio di frane e alluvioni quando arrivano le piogge e favorisce la desertificazione. Inoltre produce enormi quantità di fumo e di anidride carbonica, contribuendo al cambiamento climatico. Ogni bosco che brucia rappresenta una perdita enorme per tutti noi».

Che cosa può fare ogni cittadino per prevenire gli incendi?

«La prevenzione è molto più efficace dello spegnimento. Le regole sono semplici, ma vanno rispettate sempre.

Mai:

  • buttare mozziconi di sigaretta;
  • accendere fuochi nel bosco;
  • lasciare barbecue senza sorveglianza;
  • bruciare sterpaglie quando c’è vento;
  • abbandonare rifiuti;
  • parcheggiare l’auto con la marmitta a contatto con l’erba secca.

Sono comportamenti apparentemente banali che ogni estate provocano moltissimi incendi».

Chi vive vicino a un bosco cosa dovrebbe fare?

«Questa è una delle azioni di prevenzione più importanti. Chi possiede una casa vicino alla vegetazione dovrebbe creare una vera e propria fascia di sicurezza intorno all’abitazione.

Questo significa:

  • tagliare periodicamente erba alta e sterpaglie;
  • eliminare rami secchi;
  • potare gli alberi che toccano tetti e balconi;
  • allontanare legna, bombole del gas e materiali infiammabili dalle pareti della casa.

È come costruire un piccolo “muro invisibile” che rallenta o impedisce al fuoco di raggiungere l’abitazione. Molte case vengono salvate proprio perché intorno è stata mantenuta pulita la vegetazione».

Se vediamo del fumo in montagna dobbiamo aspettare?

«Assolutamente no. Bisogna telefonare immediatamente, anche se si vede soltanto una piccola colonna di fumo. Non bisogna mai pensare: «Lo avrà già chiamato qualcun altro.» Ogni minuto perso può consentire al fuoco di trasformarsi in un incendio devastante.

In Calabria è possibile utilizzare diversi numeri, ciascuno con una funzione specifica.

  • 112 (Numero Unico di Emergenza): è il numero da chiamare prioritariamente. L’operatore attiva immediatamente i Vigili del Fuoco, i Carabinieri Forestali e tutte le strutture competenti.
  • 1515: storico numero dedicato alle emergenze ambientali e agli incendi boschivi, oggi integrato nel sistema dell’Arma dei Carabinieri.
  • Numero Verde Calabria Verde – 800 496 496: per segnalare tempestivamente un incendio boschivo quando è ancora nelle sue fasi iniziali.
  • Numero Verde della Protezione Civile della Regione Calabria – 800 22 22 11: da contattare quando l’incendio minaccia direttamente persone, abitazioni, aziende, campeggi, strutture ricettive o centri abitati.

Quando si telefona è importante mantenere la calma e fornire il maggior numero possibile di informazioni:

  • Comune e località;
  • strada, contrada o altri punti di riferimento;
  • cosa sta bruciando;
  • dimensioni approssimative dell’incendio;
  • presenza di case o persone in pericolo;
  • direzione del fumo o del fronte di fiamma.

Più precise saranno le informazioni, più rapido ed efficace sarà l’intervento dei soccorsi».

Cosa bisogna fare se il fuoco arriva vicino alle case?

«Questa è la situazione più pericolosa: l’incendio di interfaccia.

Bisogna:

  • chiamare immediatamente il 112 oppure il Numero Verde della Protezione Civile della Regione Calabria (800 22 22 11);
  • seguire senza esitazione le indicazioni di Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Forze dell’Ordine;
  • prepararsi ad abbandonare tempestivamente l’abitazione se viene disposto dalle autorità, senza perdere tempo a salvare beni materiali;
  • aiutare anziani, bambini e persone con difficoltà».

Se invece ci troviamo coinvolti in un incendio boschivo, cosa dobbiamo fare?

«La prima regola è una sola: allontanarsi subito.

Bisogna cercare una zona priva di vegetazione:

  • una strada;
  • un grande piazzale;
  • un terreno già bruciato;
  • un corso d’acqua.

Mai salire lungo il pendio verso il fuoco. Le fiamme corrono molto più velocemente in salita. Mai dirigersi nella direzione in cui soffia il vento. Il vento spinge il fuoco e può farlo avanzare molto rapidamente».

Il pericolo maggiore sono le fiamme?

«Molti pensano di sì. In realtà, molto spesso il primo nemico è il fumo.

Il fumo contiene gas tossici, riduce l’ossigeno disponibile e può provocare:

  • disorientamento;
  • perdita di coscienza;
  • soffocamento.

Per questo bisogna:

  • stare il più possibile bassi;
  • respirare attraverso un fazzoletto o un panno bagnato, se disponibile;
  • evitare di correre inutilmente.

L’aria più respirabile si trova vicino al terreno».

Se siamo in automobile?

«Se la strada è già invasa dalle fiamme o da un fumo molto denso, non bisogna proseguire alla cieca. Se è possibile, bisogna invertire la marcia e allontanarsi. Se non è possibile, fermarsi in una zona libera dalla vegetazione, chiudere i finestrini e le prese d’aria dell’auto e attendere i soccorsi seguendo le indicazioni delle autorità».

E se si sospetta un incendio doloso?

«Gli incendi boschivi sono provocati quasi sempre dall’uomo e, purtroppo, una parte significativa è di origine dolosa. Se si assiste all’innesco di un incendio oppure si hanno elementi utili per individuare il responsabile, la prima cosa da fare è sempre segnalare immediatamente l’emergenza, perché salvare vite umane e fermare il fuoco viene prima di tutto. Successivamente è importante riferire ogni elemento utile ai Carabinieri o ai Carabinieri Forestali, presentando una denuncia. Anche una semplice osservazione, un’automobile vista allontanarsi, una persona sospetta, una fotografia scattata in sicurezza o un orario preciso possono risultare decisivi per individuare i responsabili».

Qual è il messaggio finale che vuole lasciare ai calabresi?

«Vorrei che tutti ricordassero una frase molto semplice. Gli incendi boschivi non sono una fatalità: nella quasi totalità dei casi possono essere evitati.

Basta il comportamento irresponsabile di una sola persona per distruggere in poche ore un bosco cresciuto in cento anni.

Ma basta anche il comportamento responsabile di ogni cittadino per salvare migliaia di ettari di foresta e, soprattutto, vite umane.

La lotta agli incendi non è soltanto compito dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri Forestali, di Calabria Verde o della Protezione Civile.

È una responsabilità di tutti noi.

Perché il bosco è un patrimonio comune e proteggerlo significa proteggere il nostro futuro e quello dei nostri figli».