Il Mondo si interroga spesso su come arrivare ad una vera e propria svolta green, ci si confronta su come aprirsi alle nuove tecnologie rispettando ambiente e garantendo sempre più sostegno alla natura ed al benessere.

Addirittura l’economia circolare ci spiega come “rigenerare i sistemi naturali”, ridurre gli sprechi e l'impatto ambientale mantenendo il valore dei prodotti naturali e ponendoli avanti a tutto.

Convegni, dibattiti, confronti televisivi e spesso alla presenza di specialisti e politici. Tutti d’accordo che la sfida del nostro tempo non è scegliere tra uno dei due modelli, ma integrarli. Una vera transizione ecologica richiede una economia sempre più verde, capace di ridurre gli impatti ambientali, ma anche di ripensare il modo di sostenere la natura e le bellezze a disposizione.

Ma esiste un fatto singolare sulle nostre strade, e lo crea l’Anas che sta letteralmente abbandonando l’idea della sostenibilità ambientale per cedere al cemento. La rotonda nella foto, ad esempio, una delle tante che Anas ha costruito lungo la famosa SS106, è una delle ultime situate all’altezza del Comune di Strongoli in Provincia di Crotone. Ma quasi tutte quelle fatte di recente sono ricoperte da cemento e poi rivestite di erba sintetica o, come in alcuni casi, dipinte di verde per farle sembrare reali. Lo si può notare percorrendo la strada statale da Sibari a Reggio Calabria.

Il tutto nel silenzio più totale anche delle amministrazioni che vedono queste rotonde nei propri territori. Spesso non in grado di ottenere da Anas una adeguata e costante manutenzione, ma anche prive di idee e fantasie su come migliorare, ad esempio, le entrate nei vari comuni che attraversano la statale.

Si parla tanto di divario socio – culturale ed economico tra nord e sud. E in effetti questo passa anche da quello che i nostri occhi vedono, proprio a differenza di come si intende “decorare” le opere pubbliche ci sta una netta differenza. Mentre al Nord l’abbellimento passa attraverso alberi, fiori e piante lungo strade e rotonde, qui in Calabria preferiamo “tappare” un polmone preferendolo al comodo cemento che non richiede manutenzione o intervento. Per non parlare poi dei bordi strada, con erbacce alte e sempre sporchi con due pulizie straordinarie l’anno.

Chi di dovere, magari qualche ufficio poco attento della Regione, dovrebbe occuparsi di questo “degrado” pieno di significato e pianificare con Anas un migliore uso di questi spazi. E forse imporgli di usare meno cemento e installare qualche albero in più, ovviamente vero e non di plastica. Non si sa mai!