Temperature costantemente sopra le medie, rare irruzioni fredde e piogge concentrate in poche ore aumentano il rischio idrogeologico e le fasi di siccità. Nel 2025 registrate diverse anomalie termiche positive, fino ai 5°C: la neve, così, diventa una notizia
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La Calabria sta vivendo inverni sempre più miti e sempre più secchi. Già lo scorso anno infatti l'intera popolazione si è accorta della mancanza di neve su tutti i monti principali della regione, ad eccezione di sporadiche fasi durate si è no 2 giorni. Questo è da ricercare ormai sul tanto acclamato cambiamento climatico: le temperature stanno ormai salendo a dismisura e soprattutto sul Mediterraneo la differenza è netta.
Anno 2025 con anomalia termica positiva
Se analizziamo l'anno che sta ormai per finire notiamo come in un solo mese è stato registrato un'anomalia termica negativa: nel mese di ottobre infatti le temperature medie regionali hanno raggiunto valori di circa 1.5/2°C al di sotto della media climatica trentennale 1991-2020; il resto dei mesi è stato invece caratterizzato da un continuo sopra media a tratti anche intenso.
Soprattutto i mesi di gennaio e giugno hanno registrato anomalie termiche positive rispettivamente di 2.5/3°C e addirittura di circa 5°C rispetto alla media stagionale e quest'anomalia è stata netta nelle aree montuose della regione.
Addirittura anche il mese di agosto ha chiuso con temperature nella media stagionale, anche dopo diversi giorni di "freddo anomalo" che ha interessato la regione con valori che sui monti hanno raggiunto valori intorno ai 2-3°C. L'unica nota positiva sono le inversioni termiche: le fasi prolungate di bel tempo causano infatti nottate molto fredde e gelate nei mesi invernali, con il termometro che spesso raggiunge i -10 °C e oltre sulle vette dei monti e valori molto bassi e intorno ai 5-7°C in pianura.
Precipitazioni sempre più irregolari e nevicate a quote alte
Sul fronte precipitazioni la situazione è la medesima: la pioggia è sempre più rara sulla regione ma quando arriva, fa danni. Complice i mari estremamente caldi da ormai diversi mesi, le perturbazioni che raggiungono il Mediterraneo causano la formazione di violenti sistemi temporaleschi capaci di far cadere la pioggia di un intero mese soltanto in 24-36 ore e causando di conseguenza alluvioni, allagamenti e diversi disagi.
La neve è diventata notizia: sulle vette dei monti principali della regione, e in particolare su Botte Donato e Pollino, diversi anni fa si registravano anche oltre 1-2 metri di neve. Da 2-3 anni a questa parte invece le cime sono diventate quasi come quote di media montagna con nevicate scarse, irregolari e soprattutto non continue viste le temperature che non riescono a mantenersi al di sotto degli 0°C o almeno vicine durante le ore centrali della giornata.
Non esistono più le mezze stagioni
Nei paesi calabresi la frase più usata è "non esistono più le mezze stagioni" e purtroppo tale esclamazione è vera. Durante l'anno viviamo ormai due sole stagioni e cioè l'autunno e l'estate: un tempo dopo Ferragosto si parlava di addio dell'estate, arrivavano le prime piogge e già a settembre si indossavano abiti più pesanti. Oggi invece le maglie a mezze maniche si usano anche ad ottobre inoltrato se non a novembre e addirittura. Qualche giorno fa e parliamo dunque della fine di dicembre, nel mare di Tropea alcune persone si godevano un bagno a mare come fossimo in estate. Certo, alla vista di comuni mortali tutto questo non è normale e esagerato, ma visti gli ultimi andamenti termici non c'è da meravigliarsi.
E l'inverno? La stagione invernale da 3 mesi si è ormai ridotta solo a qualche settimana, periodo nel quale qualche irruzione di aria fredda di matrice artica raggiunge la nostra regione ma spesso accompagnata da aria molto secca e priva dunque di precipitazioni; per il resto piogge irregolari e temperature al di sopra delle medie stagionali.
Tali dinamiche purtroppo andranno sempre a peggiorare con temperature che continueranno a salire, piogge monsoniche che causeranno alluvioni, rischio idrogeologico elevato e fasi di siccità prolungate.

