FOTO | Dai percorsi di Faggio del Re al Bosco Archiforo, passando per Mongiana, i megaliti di Nardodipace e i Cammini del Brigante: idee per trascorrere il 15 agosto lontano dalle località costiere più affollate, alla scoperta del cuore verde di un territorio magico e affascinante
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A Ferragosto c'è un'altra strada possibile. Mentre buona parte dei vibonesi si sposta verso il mare e la Costa degli Dei vive una delle giornate più affollate dell'anno, basta puntare l'auto nella direzione opposta per ritrovarsi in una dimensione molto diversa, dove il colore verde domina. Non ombrelloni e lidi, ma faggi, abeti bianchi, torrenti, laghetti, sentieri e piccoli paesi di montagna. Un territorio che coincide in buona parte con il Parco naturale regionale delle Serre, esteso complessivamente per 17.687 ettari su tre province e 26 comuni, 17 dei quali ricadono nel Vibonese.
È il Ferragosto per chi non teme di sostituire le infradito con le scarpe da trekking, per chi cerca un picnic all'ombra invece di una tavolata sulla spiaggia o semplicemente per chi vuole approfittare del 15 agosto per andare finalmente a vedere quei posti dei quali magari ha sentito parlare decine di volte senza esserci mai stato. E alcuni sono davvero sorprendenti.
Faggio del Re, il Vibonese che sembra lontanissimo dal mare

Il primo itinerario porta a Fabrizia, nel cuore delle Serre. La località Faggio del Re è il punto di partenza di diversi percorsi e rappresenta una delle alternative più interessanti per chi vuole dedicare l'intera giornata al cammino.
Uno dei sentieri censiti dal Parco è il Faggio del Re-Passo dell'Abate: un anello di 13,83 chilometri, classificato di difficoltà media, con circa 314 metri di dislivello e cinque ore di percorrenza. Si parte e si ritorna sulla provinciale 9 di Fabrizia, muovendosi tra quote comprese fra 955 e 1.269 metri. La ricompensa è un paesaggio fatto di grandi alberi, torrenti e, soprattutto, un piccolo lago collinare nell'oasi naturalistica di Passo dell'Abate.
Non è la passeggiata da fare dopo pranzo con le scarpe da città. È piuttosto un vero Ferragosto di montagna, da programmare partendo al mattino e portando con sé acqua, qualcosa da mangiare e attrezzatura adatta.
Dalla stessa località parte anche il percorso Faggio del Re-Cerasara-Speranza, lungo circa 13 chilometri. Attraversa territori di Fabrizia, Arena e Acquaro ed entra nella Riserva biogenetica Marchesale, muovendosi nell'alto bacino del Mesima. Anche in questo caso la difficoltà indicata è media e il tempo previsto è di circa quattro ore tra andata e ritorno.
Archiforo, due ore dentro una delle foreste più belle delle Serre

Per chi vuole camminare ma non dedicare otto ore al trekking c'è una soluzione molto più accessibile nei dintorni di Serra San Bruno. Non la Certosa, non Santa Maria del Bosco, mete ormai conosciutissime: questa volta la destinazione è il Bosco Archiforo, inserito nella più ampia ZSC “Bosco Stilo-Archiforo”, un'area di 4.704 ettari caratterizzata da estese formazioni di faggio e abete bianco. E proprio qui si trova un esemplare monumentale che l'Ispra indica come l'abete bianco più grande d'Europa: supera i 55 metri d'altezza e ha una circonferenza del tronco di circa 5,5 metri.
Il sentiero ufficiale parte dal parcheggio nei pressi dell'orto botanico Rosarella. È un anello di 3,76 chilometri, richiede indicativamente due ore e presenta un dislivello di 224 metri. Il percorso si sviluppa in una foresta mista di abete bianco e faggio, a quote comprese tra 870 e 1.094 metri.
È probabilmente una delle proposte migliori per un Ferragosto alternativo anche per chi non è un escursionista abituale: abbastanza breve da poter essere inserita in una giornata più ampia e sufficientemente immersiva da dare, dopo pochi minuti di cammino, la sensazione di trovarsi molto più lontano dalla civiltà di quanto dica realmente la carta geografica.
Qui il protagonista non è un monumento da fotografare e ripartire. È il bosco stesso, con la luce che filtra fra gli alberi, l'umidità del sottobosco e quella temperatura che nel pieno di agosto può far dimenticare per qualche ora l'afa della costa.
Mongiana, la strada delle acque tra boschi, pozze e piccole cascate

Se c'è un luogo che racconta bene il Vibonese meno conosciuto è Mongiana. Il paese sorge intorno ai mille metri, nell'alto bacino dell'Allaro, ed è circondato da una delle aree boschive più interessanti delle Serre.
Ma per un Ferragosto alternativo vale la pena guardare soprattutto all'acqua. Il territorio orientale delle Serre è inciso infatti dalle gole dell'Allaro. Il sito del Museo delle Reali Ferriere descrive l'azione secolare del fiume, il cui corso si incunea fra le rocce creando cascate, pozze e angoli immersi nella vegetazione. Alcuni tratti sono impervi e non vanno affrontati come una semplice passeggiata, ma è proprio questa dimensione selvaggia a rappresentare il fascino dell'area.
Mongiana consente inoltre di costruire una giornata che mescoli natura e storia. A poca distanza dal centro si trova Villa Vittoria, inserita nella Riserva naturale biogenetica Cropani-Micone: un'oasi a circa 910 metri di quota con giardini botanici, percorsi naturalistici e un laghetto.
E poi ci sono le Reali Ferriere, oggi raccontate attraverso il museo e il parco di archeologia industriale. È uno dei pochi posti nei quali una giornata nel bosco può trasformarsi improvvisamente in un viaggio nella storia siderurgica calabrese.
Nardodipace, i giganti di pietra nascosti nel bosco

Continuando verso l'estremità orientale della provincia si arriva in uno dei territori più appartati del Vibonese: Nardodipace. Il suo luogo più enigmatico si trova in mezzo alla vegetazione. Sono i cosiddetti Megaliti di Nardodipace, enormi formazioni rocciose che il portale turistico ufficiale della Regione inserisce tra i geositi più suggestivi della Calabria e che hanno guadagnato nel tempo il soprannome di “Stonehenge calabrese”.
Al di là delle interpretazioni e delle suggestioni sorte intorno alla loro origine, lo spettacolo vale da solo la deviazione: grandi blocchi granitici immersi nel bosco, forme che sembrano architetture e un ambiente che conserva qualcosa di remoto.
Il castagno monumentale

Tra le sorprese nascoste nei boschi di Nardodipace c'è anche il castagno monumentale di località Sierru, inserito dal 2017 nell'elenco degli alberi monumentali d'Italia. Un vero gigante verde, alto circa 26 metri e con una circonferenza del tronco di 5,65 metri, che rappresenta un'altra possibile tappa per chi vuole scoprire il volto meno conosciuto delle Serre. Immerso nella vegetazione, il grande castagno restituisce bene la dimensione più silenziosa e selvaggia di questo territorio, dove spesso basta lasciare le strade principali per imbattersi in luoghi capaci di sorprendere.
A Gerocarne sulle tracce dei briganti

C'è poi un modo completamente diverso di entrare nelle Serre: partire dalla valle del Mesima e seguire idealmente le tracce dei briganti. Da località Gagliolo, a Gerocarne, parte il percorso denominato I Cammini del Brigante. Il sentiero attraversa zone impervie e sale fino a punti dai quali lo sguardo può spaziare sulla valle del Mesima, sulla Piana di Gioia Tauro e, nella direzione opposta, verso il Golfo di Lamezia.
Il percorso è articolato in diversi rami, da 4,45 a 12 chilometri, con tempi che vanno dalle due ore e mezza alle cinque ore e mezza e difficoltà indicata come medio-alta.
È forse una delle proposte che meglio incarnano l'idea di un Ferragosto fuori dalle rotte più battute, per scoprire una parte di provincia che solitamente viene attraversata soltanto per raggiungere altro.
Il Lago Lacina e il sentiero dal nome più misterioso
Sul margine nord-orientale del Vibonese, in un itinerario che interessa Brognaturo e Spadola e sconfina anche nel territorio catanzarese di Cardinale, c'è un'altra possibilità decisamente lontana dalla Calabria balneare. È il Sentiero Fantasma della Baronessa, percorso circolare di 6,6 chilometri, con circa quattro ore di cammino e difficoltà media. Si sviluppa tra i 1.005 e i 1.123 metri di quota, in gran parte su sterrato, avendo come scenario il Lago Lacina.
Il nome basta già a incuriosire, ma il punto di forza è il contesto. Il lago è un invaso artificiale inserito in un'area di particolare valore naturalistico e il sentiero si muove in un paesaggio di boschi e ambienti umidi che ha ben poco a che vedere con l'immagine più conosciuta della provincia di Vibo Valentia. Anche qui il consiglio è di non improvvisare: quattro ore di cammino in montagna restano quattro ore di cammino, anche il 15 agosto.
Per chi vuole fare sul serio c'è il Sentiero Frassati

E poi c'è l'opzione per gli escursionisti veri. Il Sentiero Frassati delle Serre forma un anello con partenza e arrivo alle spalle della Certosa di Serra San Bruno e si estende per 21,34 chilometri. Il Parco indica circa otto ore di percorrenza, difficoltà media e quote comprese tra 860 e 1.114 metri.
Il percorso attraversa prevalentemente strade sterrate e mette insieme natura, spiritualità e testimonianze storiche. Esiste inoltre una tappa del Sentiero Italia Cai che collega Mongiana e Serra San Bruno per 27,1 chilometri, con un tempo di percorrenza indicativo di quasi otto ore.
Non sono escursioni da decidere alle dieci del mattino dopo un messaggio nel gruppo WhatsApp di famiglia. Ma per chi è allenato, conosce la montagna e parte attrezzato possono trasformare il 15 agosto in una giornata completamente diversa dal Ferragosto tradizionale.
E nel cestino? Pane, salumi e formaggi invece del pranzo al lido
Il Ferragosto nell'entroterra cambia anche il menu. Non serve costruire banchetti complicati: pane casereccio, soppressata, capocollo, formaggi, olive, conserve e una frittata da dividere sono più adatti a un pranzo nel bosco di qualsiasi tavola apparecchiata.
Il punto, alla fine, non è stabilire se sia meglio il mare o la montagna. È ricordarsi che la provincia di Vibo Valentia non finisce sulla battigia. Dietro le spiagge affollate esiste un'altra provincia, spesso molto meno raccontata, con un unico denominatore: il massiccio delle Serre e tutto il suo fascino quasi “alpino”.


