A Capo Vaticano vergogna senza fine: rifiuti ovunque, turisti e albergatori esasperati

VIDEO | Cumuli di immondizia devastano il centro turistico d'eccellenza della Costa degli Dei. Villeggianti e operatori sono esasperati: «Un disastro»

di Cristina Iannuzzi
27 agosto 2020
15:23

È emergenza ambientale e sanitaria a Ricadi, centro turistico d'eccellenza nel Vibonese e non solo. Questa è la culla di Capo Vaticano, una delle località più rinomate in Italia e nel mondo. La città si presenta incredibilmente sporca alle migliaia di turisti che anche quest'anno hanno scelto la Costa degli dei per trascorrere le loro vacanze.

 

Una città sommersa dal pattume. I rifiuti invadono le strade in uno scenario indecoroso che fa arrossire cittadini e operatori turistici e fa indignare i villeggianti. «È una vergogna - esclama una turista - la Calabria è una Regione bellissima, ma purtroppo viene gestita male...».


A nulla sono valsi gli appelli alla autorità competenti e gli esposti alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia. Il presidente del Cogetur, il consorzio degli albergatori di Ricadi, Antonio Loiacono, più volte ha sollevato il problema dei rifiuti. «Noi operatori turistici – afferma – facciamo grandi sacrifici per accogliere i turisti nel migliore dei modi, offrendo servizi di qualità. Ma poi ci scontriamo con una realtà indecorosa. Eppure, qualche mese fa, come albergatori avevamo affrontato la questione rifiuti, mettendo in guardia Regione, Provincia e autorità locali sulla possibile emergenza legata all'assenza di una discarica provinciale e all’aumento esponenziale di turisti che nei mesi di luglio e agosto popolano Ricadi e le sue frazioni. E puntualmente – dice amareggiato – il disastro si è verificato».


E mentre la città affonda tra i rifiuti e il percolato, il commissario prefettizio Manuela Romanò, indisponibile a rilasciare una intervista al nostro network, invia alla ditta incaricata, la Ecoshark, l'ennesima penale per la mancata raccolta. Una contestazione che potrebbe portare alla risoluzione anticipata del contratto tra Comune e ditta.

 

In una viuzza del centro costiero, un operatore ecologico si affanna a rimuovere l'immondizia. Il camion è così colmo che alcuni sacchi restano sulla strada. Un'altra camionetta della nettezza urbana è invece impegnata nel servizio di raccolta “porta a porta”. Perché qui, almeno sulla carta, si fa la differenziata. Oggi si raccoglie la plastica. «Le discariche sono piene», si giustifica l’operaio. «Appena riaprono provvederemo a rimuoverla». Non oggi, sicuramente. «Dove la mettiamo la spazzatura – conclude – ce la portiamo a casa?».

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