L’imprenditrice agricola, rientrata in Calabria dal 2012 per occuparsi dei terreni di famiglia, ha subito un altro danneggiamento che segue i furti, le vessazioni, i vandalismi che da anni denuncia regolarmente
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«Dove la terra ancora fuma c'era un impianto di kiwi. Un impianto che avevamo stabilito di sostituire, mantenendo irrigazione e tutto il resto, ma qualcuno ha deciso che andava distrutto. Naturalmente nessuno ha visto niente».
L’imprenditrice agricola Patrizia Rodi Morabito ha subito un altro spregevole atto di intimidazione: sono state date alle fiamme porzioni delle sue coltivazioni di kiwi e ulivi situate nei terreni di famiglia nelle campagne di Rosarno. Ennesimo danneggiamento che segue i furti, le vessazioni, i vandalismi, che la dirigente di Coldiretti e membro di giunta della Camera di commercio di Reggio Calabria denuncia regolarmente alle Forze dell’ordine. Un accanimento che ha suscitato sdegno e preoccupazione tra la comunità. Tanti i cittadini perbene che esprimono vicinanza all’imprenditrice, che dal 2012 è rientrata in Calabria per occuparsi della sua azienda, la Tenuta Badia.
La devastazione odierna è stata scoperta da un operaio che recatosi sul posto è stato accolto dal fumo acre della terra bruciata. Nei giorni precedenti era stato troncato anche un bocchettone dell’impianto di irrigazione. «Dove c'erano agrumi ed alberi di ulivo potati, curati, già con i propri frutti che aspettavano il prossimo autunno per essere raccolti – racconta Patrizia Rodi Morabito - è stato fatto camminare ad arte il fuoco che ha fatto il suo dovere».
La donna, nonostante la gravità e il peso delle azioni ostili che subisce, non si abbatte e trova la forza per proseguire, ricominciare ogni volta.



