Giustizia riparativa

Reggio Calabria, manca l’impianto idrico: slitta la riapertura del Mandela’s office

VIDEO | Ha subito un rinvio l’inizio del nuovo corso, previsto per luglio, dell’ufficio di giustizia riparativa allestito in un bene confiscato. La sottoscrizione del nuovo protocollo risale al maggio scorso

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di Anna Foti
2 settembre 2022
06:30

Slitta la riapertura del Mandela’s office, l’ufficio per la Giustizia Riparativa allestito a Reggio Calabria in un bene confiscato destinato al Comune, in collaborazione con il Centro per la Giustizia minorile per la Calabria. Inaugurato nell’estate del 2018, per problemi di gestione la struttura aveva chiuso battenti dopo solo pochi mesi di attività. Dopo oltre tre anni di attesa, la riapertura, prevista per lo scorso luglio, è slittata. La nuova ipotesi potrebbe ricadere a settembre.


«Come da accordi, per quanto di nostra competenza, noi abbiamo già eseguito il sopralluogo con Castore e stiamo provvedendo alla riattivazione delle utenze», ha assicurato l’assessore comunale al Welfare, Demetrio Delfino.

La società Castore ha proceduto con gli interventi richiesti (tinteggiature, stuccature e intonaci) e adesso si attende che sia autorizzato l’allaccio dell’acqua per procedere con la realizzazione del nuovo impianto idrico. Il tutto potrebbe avvenire, con la tempestiva attivazione del relativo iter burocratico, nelle prossime settimane.

Il nuovo protocollo sottoscritto a maggio

Lo scorso maggio nel salone dei Lampadari Italo Falcomatà di palazzo San Giorgio, sede dell’Amministrazione comunale, è avvenuta la sottoscrizione il nuovo protocollo da parte dei sindaci facenti funzione di Comune e Città metropolitana, rispettivamente Paolo Brunetti e Carmelo Versace, dall‘assessore comunale al Welfare, Demetrio Delfino, e dalla direttrice del Centro per la Giustizia minorile per la Calabria, Isabella Mastropasqua, alla presenza del consigliere metropolitano delegato alle Politiche sociali, Domenico Mantegna, e dei garanti per le Persone Detenute di Città metropolitana, Paolo Praticò, e Comune, Giovanna Russo, che lo scorso aveva dato particolare impulso alla redazione di un nuovo protocollo per la riattivazione dell’Ufficio. Il nuovo protocollo annovera tra i suoi attori sottoscrittori anche la Città Metropolitana, che ha già posto a bilancio la somma di quindicimila euro da spalmare sulle tre annualità di validità del protocollo, per fronteggiare le spese di gestione dell’Ufficio. Soluzione, questa, individuata proprio per superare le difficoltà del Comune e le criticità (pagamenti di utenze varie come acqua, riscaldamento, internet) che avevano portato alla chiusura dell’Ufficio oltre tre anni fa, a pochi mesi dall’inaugurazione.

Il Mandela's office

Si resta in attesa, dunque, che riapra il Mandela’s office, dedicato per altro alla memoria di Nelson Mandela che dedicò la sua intera esistenza alla causa di libertà dei popoli del Sudafrica. Una riapertura ormai prossima (si spera) che rivitalizzerà un’esperienza unica in Italia di riutilizzo sociale, con il coinvolgimento del Ministero, di un bene confiscato, sottratto al re dei videopoker Gioacchino Campolo che ospitava lo studio legale di Paolo Romeo, condannato nel processo Gotha contro la ndrangheta occulta. Bene che sarà anche sede operativa per i Garanti per le Persone Detenute di Comune e Città metropolitana, in questo momento rispettivamente Giovanna Russo e Paolo Praticò.

Giornalista
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