L’accordo

Reggio, firmato nuovo protocollo per riaprire l’ufficio di giustizia riparativa chiuso da oltre due anni

VIDEO | Nato in un bene confiscato, sarà sede dei Garanti delle persone detenute. Comune, Città metropolitana e Centro per la Giustizia minorile per la Calabria le parti sottoscrittrici. Metrocity contribuirà con 5mila euro per tre anni

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di Anna Foti
19 maggio 2022
22:33

Buone notizie, finalmente, per il Mandela’s office, ufficio per la Giustizia riparativa allestito a Reggio Calabria in un bene confiscato destinato al Comunechiuso per problemi di gestione più di tre anni fa.

Questa mattina nel salone dei Lampadari Italo Falcomatà di palazzo San Giorgio, sede dell’Amministrazione comunale, è stato sottoscritto il nuovo protocollo dai sindaci facenti funzione di Comune e Città metropolitana, rispettivamente Paolo Brunetti e Carmelo Versace, dallassessore comunale al Welfare, Demetrio Delfino, e dalla direttrice del Centro per la Giustizia minorile per la Calabria, Isabella MastropasquaErano presenti anche il consigliere metropolitano delegato alle Politiche sociali, Domenico Mantegna, e i garanti per le Persone Detenute di Città metropolitana, Paolo Praticò, e Comune, Giovanna Russo, che lo scorso aveva dato particolare impulso alla redazione di un nuovo protocollo per la riattivazione dell’Ufficio.


L’ingresso della Città Metropolitana

È dunque l’ingresso della Città Metropolitana la chiave di volta di questa nuova gestione. In un’ottica di costruttiva sinergia istituzionale, Metrocity assicurerà all’ufficio i servizi essenziali e le utenze (acqua, riscaldamento, internet) che il Comune reggino, nonostante il protocollo iniziale lo prevedesse, non era riuscito a garantire al momento di avviare l’esperienza nel 2018. La carenza di quei servizi aveva determinato la chiusura dell’Ufficio a pochi mesi dall’inaugurazione appunto nel 2018.

«La Città Metropolitana ha già posto a bilancio una posta di quindicimila euro da spalmare sulle tre annualità di validità del protocollo. Il Comune metterà a disposizione il Bene confiscato e il Ministero strumentazione e arredi necessari, che già si trovano all’interno dell’immobile. La prossima settimana è previsto un sopralluogo di Castore per verificare lo stato dell’arte e riattivare l’impianto idrico. Auspicabilmente l’ufficio dovrebbe riaprire entro la prima metà di luglio», ha spiegato l’assessore comunale al Welfare, Demetrio Delfino.

Il valore del protocollo

Il Mandela’s office, dedicato per altro alla memoria di Nelson Mandela che dedicò la sua intera esistenza alla causa di libertà dei popoli del Sudafrica, dunque si appresta a riaprire con benefici su almeno due ordini di ragioni: un bene confiscato – nello specifico sottratto al re dei videopoker Gioacchino Campolo che ospitava lo studio legale di Paolo Romeo, condannato nel processo Gotha –  potrà tornare ad essere fruibile come bene di rilevanza sociale, garantendo al territorio la fondamentale attività di giustizia riparativa e rivitalizzando un’esperienza unica in Italia di riutilizzo a questo fine, con il coinvolgimento del Ministero, di un bene sottratto al malaffare. Valore ulteriore dell’Ufficio sarà la valenza di sede operativa per i Garanti per le Persone Detenute di Comune e Città metropolitana, rispettivamente Giovanna Russo e Paolo Praticò.

Le dichiarazioni

«Lavoriamo adesso per riaprire al più presto il Mandela’s Office, superando le criticità e cooperando sinergicamente. La firma su questo protocollo rappresenta dunque un preciso impegno che sin da oggi chiama in causa tutti gli attori coinvolti, istituzioni e burocrazia», ha dichiarato il sindaco ff del Comune di Reggio Calabria, Paolo Brunetti.

«È un passo che segna anche il rinnovato impegno delle istituzioni del territorio, Comune e Città metropolitana, al servizio del sistema giustizia con l’obiettivo di offrire ai cittadini un presidio democratico di prossimità», ha dichiarato il sindaco ff della Città Metropolitana, Carmelo Versace.

«In sinergia con il Ministero e grazie ai professionisti che opereranno al suo interno, sarà possibile rendere operative e costruttive le dinamiche democratiche previste dalla giustizia riparativa, che pongono a confronto reo e parte offesa in chiave costruttiva e rigenerativa. Inoltre all’interno dell’Ufficio opereranno anche i garanti per le Persone Detenute proprio per assicurare un quadro di servizi completo alla comunità», ha sottolineato l’assessore comunale al Welfare, Demetrio Delfino.

«Ci apprestiamo a rendere nuovamente operativo un servizio che si pone l’obiettivo di ricostruire il legame sociale, di offrire alla vittima e all’autore di reato di ripensare conflitto generato dal reato come un’opportunità. Anche la città di Reggio diventa così fucina di giustizia riparativa, in un frangente storico strategico in cui si innesta anche il lavoro della ministra Marta Cartabia per rendere la stessa Giustizia riparativa sempre più centrale nel processo penale e nell’esecuzione della pena», ha sottolineato la direttrice del Centro per la Giustizia minorile per la Calabria, Isabella Mastropasqua.

«Un momento importante che attendevamo da tempo. In questo territorio presidi come il Mandela’s office sono fondamentali nell’ottica dei percorsi sociali di giustizia riparativa. Adesso bisogna pensare a riaprire l’ufficio e garantirne al più presto la piena operatività», ha dichiarato la garante per le Persone Detenute del Comune di Reggio Calabria, Giovanna Russo.

Giornalista
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