In un auditorium gremito della Università Magna Graecia il presidente della consulta tocca anche il tema della legge elettorale e lascia un messaggio di ottimismo agli studenti
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Contro la nuova legge elettorale appena introdotta dal governo sono stati presentati 25 ricorsi. A metà dicembre la prima udienza, non prima di gennaio 2027 una sentenza della consulta, il cui presidente è stato ospite dell'Università Magna Grecia di Catanzaro.

«Sulla Legge elettorale ancora non possiamo dire nulla – ha detto il prof. Giovanni Amoroso, presidente della Corte Costituzionale – sia perché siamo in attesa degli atti ma anche perché personalmente sono in scadenza di mandato presidenziale e quindi assisterò da fuori al verdetto della Corte».
La sua lectio magistralis è stata imperniata sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nell'informazione giuridica.
«Anche noi in Corte Costituzionale abbiamo avviato un'iniziativa per dotarci di un sistema solo nostro che operi sui dati della Corte stessa».
Ma il timore generale è che l’AI prende piede anche nei palazzi di giustizia e si verifichino casi come quello di Oristano dove un giudice del Tribunale ha pubblicato una sentenza contenente uno stralcio chiaramente riconducibile alle AI.
«Non solo in quel Tribunale – ha risposto Amoroso al Network LaC – ma anche in altre occasioni, anzi la Cassazione si è trovata a pronunciare anche un annullamento di una sentenza che chiaramente aveva utilizzato un sistema di intelligenza artificiale ma qui c'è una prescrizione proprio costituzionale»
«D'altra parte – ha confermato Fulvio Gigliotti, giurista e docente catanzarese, ex membro del CSM – la legge italiana la legge 132 del 2025 fissa principi anche già abbastanza chiari e definiti sulla necessità di una riserva di supervisione umana. L'intelligenza artificiale non può sostituire, non deve sostituire naturalmente le competenze professionali insostituibili dei giuristi»
Ed ai tantissimi giovani riuniti nell'auditorium Amoroso ha voluto lasciare un messaggio positivo. «Il bicchiere è mezzo pieno, non mezzo vuoto: l'intelligenza artificiale credo che sia in fondo soprattutto una grande opportunità»

