Al festival del lavoro nelle aree interne il presidente del Cnel chiede di interconnettere fondazioni, consorzi, Camere di commercio e Pro loco: «Il restauro di un borgo serve a poco se resta isolato»
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Le aree interne devono diventare una priorità nazionale, valorizzando le reti territoriali e mettendo a sistema le esperienze già presenti sui territori. È il messaggio lanciato dal presidente del Cnel Renato Brunetta nel corso del Festival del lavoro nelle aree interne, ospitato a Soveria Mannelli, nel Catanzarese, dalle industrie Rubbettino.
Nel suo intervento Brunetta ha posto l'accento sul valore delle connessioni tra realtà economiche, sociali e istituzionali, indicando nella collaborazione tra i diversi soggetti la chiave per rilanciare le aree più fragili del Paese. «Chi ha una rete ha un tesoro. Chi riesce a mettere insieme reti di reti ha un tesoro elevato all'ennesima potenza», ha affermato.
Secondo il presidente del Cnel, le aree interne dispongono già di risorse importanti che devono essere integrate in una strategia comune. «Le aree interne hanno già in casa i valori, le storie, la cultura e ora anche le risorse. Si tratta di interconnettere queste reti, di farle dialogare, di farle diventare valore aggiunto», ha spiegato, richiamando il ruolo di fondazioni di origine bancaria, consorzi di bonifica, credito cooperativo, Camere di commercio, consorzi industriali, marchi storici, finanziarie regionali, dimore storiche, Pro loco e reti di volontariato.
Brunetta ha quindi sottolineato come gli interventi di riqualificazione, se isolati, non siano sufficienti a invertire la tendenza allo spopolamento e al declino. «Il restauro di un borgo serve a poco se quel borgo resta isolato da un sistema di relazionalità e di valorizzazione», ha osservato, aggiungendo che «il vero rischio è la sommatoria di approcci riduzionisti, per quanto raffinati. All'opposto del riduzionismo c'è l'olismo: affrontare il problema tutto insieme, sincronicamente».
Per il presidente del Cnel, il tema riguarda l'intero Paese. «Le aree interne, 13 milioni di abitanti e il 60 per cento del territorio, sono una questione nazionale», ha ribadito.
Dal palco del Festival è arrivata anche una proposta operativa che punta a costruire un percorso condiviso tra i territori e le istituzioni. Brunetta ha invitato ad avviare «il censimento delle reti vive, delle reti umane, delle reti tecnologiche e delle eccellenze dei territori», prevedendo momenti di confronto nel Sud, nel Centro e nel Nord Italia.
L'obiettivo è quello di arrivare, entro tre mesi, a una sintesi nazionale da presentare a Roma. «Mettiamo insieme queste riflessioni in momenti di aggregazione al Sud, al Centro e al Nord e concludiamo entro tre mesi a Roma, al Cnel, con una sintesi finale dal basso, da consegnare come contenuto strategico alle politiche Snai del Governo», ha dichiarato.
Brunetta ha infine assicurato il pieno sostegno del Cnel all'iniziativa, annunciando anche un possibile intervento legislativo. «Il Cnel è pronto a ospitare questa rete di reti e a scrivere un disegno di legge di iniziativa da portare in Parlamento. Quest'anno ne presenteremo cinquanta, l'anno prossimo cento. I territori hanno un interlocutore istituzionale», ha concluso.

