Per oltre due ore, una trentina di collaboratori volontari esterni del Network LaC – tra volti giovanissimi e penne più mature - si sono riuniti attorno a un tavolo con l’editore Domenico Maduli e il direttore dell’informazione Franco Laratta. Non c’era nulla di pilotato, nessuna scaletta rigida da seguire; è stata una chiacchierata informale e schietta per raccontarsi, far conoscere i nuovi arrivati e confrontarsi apertamente sul presente e sul futuro.

Un appuntamento annuale a cui i vertici tengono in modo particolare, testimonianza concreta di cosa significhi saper ascoltare e accogliere le nuove idee orientate al cambiamento. In un’epoca digitale dominata dal dibattito continuo su automazione e algoritmi, tra i presenti è scaturita una battuta tanto provocatoria quanto densa di significato: «Le intelligenze artificiali di LaC siamo noi». Il vero cuore pulsante dell’informazione, la scintilla che nessuna macchina potrà mai replicare, risiede nelle menti brillanti dei collaboratori, nella loro sensibilità, nella curiosità viva e nell’empatia con cui guardano ai fatti.

Percorsi diversi, una sola visione: lo sguardo del direttore Laratta

Ognuno dei ragazzi seduti attorno a quel tavolo porta con sé una storia diversa su come sia approdato alla collaborazione con LaC. C’è chi ha iniziato quasi per caso, chi ha bussato alla porta con un’idea in tasca, chi proviene da percorsi di studio differenti o da esperienze di gavetta sul territorio. Eppure, c’è un filo conduttore che unisce queste traiettorie, la capacità del direttore Franco Laratta di intercettare il talento, di saper riconoscere, apprezzare e valorizzare la penna, lo stile narrativo e la scrittura altrui. Un’attenzione per la voce di ciascuno, indispensabile per creare una squadra eterogenea, coesa e capace di parlare linguaggi differenti. Un’informazione, del resto, che ha l’ambizione di accogliere tutti, coinvolgendo ogni fascia della popolazione, vicina alla gente comune, comprensibile, legata al territorio ma aperta al futuro.

Bellezza, lucidità e la scommessa dell’editore

Le parole dell’editore Domenico Maduli hanno colpito dritto al cuore per intensità e freschezza. Guardando negli occhi i giovani collaboratori, Maduli ha evidenziato di aver riscontrato «tanta bellezza, tanta lucidità, analisi mature e una freschezza di idee che difficilmente si ritrova in contesti tradizionali o tra le abitudini consolidate di un certo giornalismo».

Una genuinità priva di filtri, preziosa per intercettare il reale. E quando tutti i presenti hanno voluto ringraziare in modo del tutto spontaneo per lo spazio e per l’ascolto sincero, l’editore ha replicato fermando ogni formalità: «nessun ringraziamento dovuto». La fiducia concessa non è una medaglia da esporre, ma una sfida aperta. Tocca a noi ragazzi raccogliere il testimone e concretizzare quelle idee risultate valide, trasformandole in contenuti, inchieste e progetti visibili.

“Impara l’arte e mettila da parte”: la palestra del campo

Il proverbio “impara l’arte e mettila da parte” viene spesso interpretato come un consiglio prudente, quasi a voler custodire passivamente delle nozioni in attesa di tempi migliori. Ma oggi il suo significato è stato completamente capovolto, poiché nel giornalismo e nella comunicazione contemporanea, l’arte non si apprende osservando da lontano né si affina lasciandola riposare in un cassetto. Come si impara davvero? Mettendosi costantemente in gioco, misurandosi sul campo, “sporcandosi le mani” con la notizia, confrontandosi con l’errore e sperimentando senza timore. In questo senso, LaC si conferma una palestra di crescita a 360 gradi unica nel suo genere, un ecosistema completo dove web, televisione e radio si fondono, offrendo la possibilità di padroneggiare ogni linguaggio del giornalismo contemporaneo.

Il futuro è qui: la Calabria che non si arrende

Parlare di prospettiva e di idee significa, inevitabilmente, parlare di Calabria. Per generazioni intere la narrazione dominante ha costretto i giovani al bivio tra la rassegnazione passiva e la partenza forzata. L’incontro di ieri dimostra con determinazione l’esatto contrario: il futuro è qui, anche in Calabria. LaC ha dimostrato come, partendo da questa regione, si possa costruire un polo editoriale e multimediale all’avanguardia capace di imporsi a livello nazionale per qualità e innovazione. La nostra sfida generazionale non è inseguire modelli esterni, ma dimostrare che con mentalità aperta, coraggio e identità si può guidare il cambiamento proprio da qui. La fiducia c’è, la guida editoriale pure, e le nostre idee hanno trovato casa. Ora tocca a noi dimostrare, parola dopo parola e notizia dopo notizia, che il domani si scrive adesso.