Ci sono sere in cui la realtà si prende il lusso di essere più interessante di qualsiasi narrazione precostituita. Succede a San Ferdinando, nella cornice di Villa Hermes, dove è andata in scena la venticinquesima edizione del “Premio Calabria che Lavora – Eccellenze Calabresi”. Una manifestazione che quest’anno ha scelto come bussola una massima che è quasi un programma culturale: “Distinguersi per non estinguersi”.

E a distinguersi, sul palco, è stata proprio quella Calabria che solitamente preferisce il rumore dei fatti a quello delle parole. La sfilata dei premiati ha offerto una fotografia nitida del tessuto vivo della regione: figure professionali solo apparentemente distanti tra loro – dallo stilista all’agente di commercio, dal parrucchiere all’artigiano – eppure unite dallo stesso comune denominatore. Quello di chi produce valore in silenzio, giorno dopo giorno, lontano dai riflettori della grande cronaca.

A dare un tocco di vivacità a questo racconto collettivo è stata la presenza degli ospiti d’onore, Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi. Due volti storici dello spettacolo italiano che, per una volta, hanno smentito il copione delle classiche “ospitate” istituzionali e distaccate: i due artisti hanno partecipato attivamente, con sincero entusiasmo e divertimento, calandosi perfettamente nel clima della serata e dialogando con le storie dei premiati.

Un capitolo a parte della serata ha visto come assoluto protagonista il mondo dell’informazione e dello spettacolo, con una vera e propria pioggia di riconoscimenti che ha investito il network LaC, a testimonianza del ruolo centrale che l’emittente ricopre nel racconto del territorio. Sul palco sono così saliti il direttore Franco Laratta, il noto conduttore Francesco Occhiuzzi, il maestro Sorrentino, e il giornalista Raffaele Florio tutti premiati per l’eccellenza e l’impatto del loro rispettivo lavoro. Un poker di premi che, in questo contesto, assume un valore preciso: la conferma che quando l’informazione e la cultura sul territorio sono fatte con rigore, indipendenza e professionalità, diventano lo strumento naturale per dare voce e dignità alla parte migliore della regione.

Ma un evento con questo tempismo e questa cura dei dettagli non nasce per caso. Se la macchina ha funzionato alla perfezione, il merito va ascritto interamente a chi ha ideato e governato i fili dell’organizzazione. Un plauso unanime è andato a Franco Buccinà, ai suoi figli e a tutta la complessa struttura organizzativa che da venticinque anni – con una dedizione che è essa stessa un’eccellenza – continua a offrire una vetrina d’eccezione alla Calabria produttiva.

I premi della 25esima edizione dell’evento sono stati realizzati dal Maestro Michele Affidato, orafo di fama internazionale e tra le più autorevoli eccellenze della Calabria. Le prestigiose opere, frutto della sua esperienza e della sua riconosciuta maestria artistica, impreziosiscono questa edizione del premio, conferendo ulteriore valore a una manifestazione che celebra il lavoro, il merito e le migliori espressioni del territorio calabrese.

Il sipario è calato, ma l’impressione rimasta nel pubblico è che, finché ci saranno storie così da raccontare e organizzazioni così puntuali nel valorizzarle, il rischio dell’estinzione paventato dallo slogan sia decisamente scongiurato.