L'emergenza climatica colpisce duramente l'agricoltura: frutti bruciati dal caldo in Calabria e grandine devastante a Ferrara. Chieste nuove difese e maggiori tutele assicurative.
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Agrumi bruciati in Calabria, mentre grandine e vento distruggono i raccolti a Ferrara, dove gli impianti che fino a poco tempo fa garantivano una protezione adeguata, oggi non reggono più. E' Legacoop Agroalimentare a fare il punto dell'ortofrutta italiana, che si trova ad affrontare un'estate segnata da eventi meteo estremi, a poche ore dall'arrivo di una nuova ondata di calore. Meteo che impatta sui prezzi delle produzioni a due velocità, rialzi limitati ai comparti in carenza, ribassi diffusi dove l'offerta abbonda. Si va da un lieve rialzo per le albicocche ad un calo per angurie e meloni.
Tra gli ortaggi a salire solo i fagiolini, mentre scendono cavolfiori, pomodori rossi e zucchine. In Calabria il caldo ha compromesso gli agrumi, cuocendo i frutti ancora sulla pianta, con perdite tra il 30% e il 40% rispetto a un'annata già scarsa. Nel Ferrarese, invece, la grandine ha raso al suolo interi frutteti, distruggendo anche coltivazioni di mais, soia, girasole e meloni. I periti assicurativi già al lavoro, proseguiranno i sopralluoghi per tutto agosto.
Particolarmente grave la situazione della frutta protetta da reti antigrandine non coperte da assicurazione, che hanno spesso ceduto sotto il peso del ghiaccio, lasciando i frutti scoperti e danneggiati. Per Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare, non è più questione di singoli eventi estremi ma della loro intensità che mette in crisi anche chi ha investito in difesa attiva. «I casi di Ferrara e della Calabria raccontano la stessa crisi da due prospettive diverse - precisa Maretti - i nostri sistemi di prevenzione sono stati progettati per un clima che non esiste più. In Calabria si è passati in sei mesi da un inverno troppo piovoso, che aveva già danneggiato semine e trapianti, all'attuale emergenza da caldo estremo». Da qui la doppia proposta: investimenti strutturali in nuove tecnologie di difesa attiva e un intervento urgente sul fronte assicurativo per tutelare le tante imprese oggi prive di copertura contro danni sempre più ingenti.


