L'analisi del Centro Funzionale Multirischi di Arpacal evidenzia un'anomalia termica di +1,79°C rispetto al periodo 1991-2020. La regione è stata inizialmente ai margini della "cupola di calore", con effetti più intensi solo nell'ultimo fine settimana
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L’analisi dei dati meteorologici elaborati dal Centro Funzionale Multirischi di Arpacal evidenzia che, nel corso delle ultime settimane, la Calabria è rimasta ai margini della struttura anticiclonica responsabile della prolungata ondata di calore che ha interessato gran parte dell’Europa centro-occidentale e il Nord Italia.
Questa particolare configurazione atmosferica ha limitato gli effetti più intensi sul territorio regionale, che non ha registrato, nella prima fase dell’evento, gli stessi livelli di eccezionalità osservati in altre aree del Paese.
Nel corso dell’ultimo fine settimana, tuttavia, il progressivo spostamento verso est della cosiddetta “cupola di calore” ha determinato un sensibile incremento delle temperature anche in Calabria, con valori particolarmente elevati nelle aree interne delle province di Cosenza e Crotone.
L’analisi climatologica del mese di giugno conferma comunque che il 2026 si colloca tra gli anni caratterizzati da temperature superiori alla norma. Il confronto con il periodo climatico di riferimento 1991-2020 evidenzia infatti un’anomalia termica media regionale pari a +1,79 °C, a conferma del persistente trend di riscaldamento osservato negli ultimi anni.
Allo stesso tempo, il dato evidenzia come il mese di giugno 2026 sia risultato meno anomalo rispetto ai due anni precedenti, quando l’incremento medio delle temperature aveva raggiunto +2,32 °C nel 2024 e +2,54 °C nel 2025.
Le elaborazioni prodotte da Arpacali mostrano inoltre una distribuzione territoriale delle anomalie termiche non uniforme, con incrementi più marcati nelle aree interne rispetto alle zone costiere, confermando il ruolo della conformazione geografica e della circolazione atmosferica nella modulazione degli effetti delle ondate di calore sul territorio regionale.
«Il monitoraggio continuo delle condizioni meteorologiche e climatiche rappresenta uno strumento essenziale per comprendere l’evoluzione dei fenomeni estremi e supportare le attività di pianificazione, prevenzione e protezione civile. L’analisi delle anomalie climatiche consente inoltre di valutare l’evoluzione del cambiamento climatico attraverso serie storiche omogenee e confrontabili nel tempo.»


