L’estate 2026 entra nella sua fase più estrema. Tra domenica e lunedì l’Italia raggiungerà il culmine di un’ondata di calore che da giorni sta investendo il Paese e gran parte dell’Europa, con temperature che in molte aree supereranno i 40 gradi e valori percepiti fino a 42 gradi tra Emilia-Romagna e Toscana.

La situazione più critica riguarda il Centro-Nord. A Firenze, già nelle prime ore del pomeriggio di ieri, i termometri avevano superato la soglia dei 40 gradi. A Milano e Torino sono attesi picchi vicini ai 38 gradi, mentre Roma dovrebbe fermarsi intorno ai 37.

Secondo il bollettino del Ministero della Salute, sono diciotto le città italiane contrassegnate dal bollino rosso, il livello massimo di allerta per gli effetti del caldo sulla salute della popolazione.

L’elenco comprende Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo.

In arancione, un gradino sotto il livello massimo, restano invece Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Napoli, Palermo e Trieste.

Un’emergenza che riguarda tutta l’Europa

La situazione non è meno grave oltre i confini italiani.

Secondo le stime, circa 193 milioni di cittadini europei stanno affrontando temperature superiori ai 35 gradi. Solo in Germania le persone coinvolte sono circa 75 milioni.

A Möckern, nella regione della Sassonia-Anhalt, sono stati registrati 41,5 gradi, mentre diversi Paesi hanno fatto segnare nuovi record nazionali.

In Danimarca il termometro ha raggiunto i 37 gradi a Ødum, il valore più alto mai registrato dal 1874. In Svizzera si sono toccati 38,8 gradi a Basilea e nella Repubblica Ceca 40,6 gradi a Doksany.

L’impatto sanitario preoccupa sempre di più gli esperti.

Secondo una simulazione pubblicata da The Economist e basata sul cosiddetto "modello Masselot", sviluppato dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine, l’attuale ondata di calore potrebbe provocare fino a 12mila morti in Europa nell’arco di appena tre giorni.

Notti tropicali e montagne senza refrigerio

Uno degli aspetti più critici riguarda le temperature notturne.

In gran parte del Paese le minime restano stabilmente sopra i 20 gradi, la soglia oltre la quale si parla di "notte tropicale". A Milano si prevedono minime fino a 27 gradi, rendendo difficile il recupero fisiologico dell’organismo.

Anche le zone montane stanno sperimentando condizioni eccezionali.

A Bolzano la temperatura minima si è fermata a 25,4 gradi, il valore più elevato mai registrato dal 1956. A Courmayeur, a oltre 1.200 metri di quota, si sono raggiunti 32 gradi, mentre a Cervinia il termometro non è sceso sotto i 25.

Lo zero termico è stato spinto fino a quota 4.700 metri, un dato che fotografa l’eccezionalità dell’evento meteorologico.

Nel frattempo si registra già una prima vittima legata al caldo. A Marina di Grosseto un turista romano di 82 anni è morto dopo aver accusato un malore subito dopo essere uscito dall’acqua.

Dopo il caldo arrivano temporali violenti e grandine

La tregua potrebbe arrivare tra la serata di domenica e la giornata di lunedì, ma non sotto forma di un graduale raffreddamento.

I meteorologi prevedono infatti l’ingresso di masse d’aria più instabili che, entrando in contatto con il calore accumulato nelle ultime settimane, potrebbero generare fenomeni estremi.

Si temono supercelle temporalesche, grandinate di grosse dimensioni, raffiche di vento molto intense e possibili trombe d’aria lungo le coste.

Anche il Mediterraneo contribuisce ad alimentare il rischio. Le temperature superficiali del mare restano infatti superiori ai 25 gradi persino nelle ore notturne, fornendo energia ai sistemi temporaleschi.

L’allarme dell’agricoltura: a rischio la vendemmia

Le conseguenze dell’ondata di calore non riguardano soltanto la salute pubblica.

Il settore agricolo osserva con crescente preoccupazione l’evoluzione delle prossime settimane. Tra le produzioni più esposte figura quella del Prosecco.

Secondo gli operatori del settore, il caldo prolungato potrebbe rallentare la maturazione delle uve e alterarne le caratteristiche aromatiche.

Il timore è che un’annata considerata fino a poche settimane fa tra le migliori degli ultimi decenni possa subire ripercussioni significative proprio a causa delle temperature eccezionali e dell’eventuale arrivo di fenomeni meteorologici estremi nella fase cruciale della maturazione dei grappoli.