Dalla mensa alle gite fino ai momenti di gioco, l’associazione rilancia i percorsi educativi rivolti agli istituti calabresi e chiama in causa docenti, dirigenti e famiglie
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Il ritorno tra i banchi di scuola a settembre segna sempre un momento ricco di aspettative, emozioni e novità. L’acquisto del materiale scolastico, nuovi compagni da conoscere e tante sfide educative. Tuttavia, il percorso formativo non si esaurisce affatto nell’orario delle lezioni o nei programmi di studio poiché per bambini e ragazzi, la scuola è innanzitutto una palestra sociale, in cui nascono i primi legami, si condividono il momento della ricreazione e il pranzo a mensa, si affrontano le prime uscite didattiche, gite d’istruzione e si cresce insieme giorno dopo giorno. Per uno studente celiaco, però, queste situazioni quotidiane possono trasformarsi facilmente in fonte di ansia, imbarazzo o isolamento se l’ambiente circostante non è adeguatamente informato e preparato.
Proprio all’avvio del nuovo anno scolastico, AIC Calabria (Associazione Italiana Celiachia Calabria) rilancia la propria campagna di sensibilizzazione con un messaggio chiaro: «L’inclusione non nasce per caso. Si costruisce ogni giorno, tra i banchi di scuola, durante una lezione, in mensa, in una gita o in un momento di gioco». L’obiettivo è sempre lo stesso, semplice ma essenziale, quello di evitare che un alunno celiaco si senta diverso o escluso, promuovendo percorsi educativi che coinvolgano attivamente compagni di classe, insegnanti, dirigenti e futuri professionisti dell’alimentazione.
Non solo libri: la mensa, le gite e la vita di gruppo
Quando si parla di celiachia a scuola, l’errore più comune è quello di ricondurre il tema a una semplice questione di diete speciali o di tabelle nutrizionali. Per i bambini come per gli adolescenti (e non solo) vedersi servire un piatto completamente differente o, peggio, essere esclusi da momenti conviviali, feste di compleanno in classe o gite d’istruzione per timore delle contaminazioni rischia di generare un senso di estraneità difficile da gestire a livello relazionale. Affinché la celiachia non diventi una barriera sociale, è fondamentale che l’intera comunità educante sia dotata degli strumenti giusti: sapere cos’è il glutine, come si gestisce in sicurezza e come rendere ogni momento conviviale accessibile a tutti è la chiave per disinnescare ogni disagio e favorire un’autentica cultura dell’accoglienza.
I progetti educativi sul territorio calabrese
Per rispondere a queste esigenze con impatto didattico, AIC Calabria scende in campo con moduli formativi e laboratori differenziati, adatti all’età dei partecipanti e sui diversi contesti scolastici:
Scuola dell’infanzia e primaria: “In fuga dal glutine”
Nei primi anni di scolarizzazione la metafora del gioco è il canale comunicativo più potente, attraverso il progetto “In fuga dal glutine”, i più piccoli vengono guidati alla scoperta del mondo senza glutine tramite attività ludico-creative. Il focus non è soltanto spiegare dal punto di vista biologico cosa significhi la celiachia, ma trasmettere un valore educativo universale, ogni diversità rappresenta una ricchezza e imparare a condividere e ad aiutarsi reciprocamente è il modo migliore per stare bene insieme.
Scuole secondarie: “celiachia? Un gioco da ragazzi”
Durante l’adolescenza, il bisogno di accettazione da parte del gruppo dei pari è predominante. Con “Celiachia? Un gioco da ragazzi!”, AIC Calabria propone un format breve, diretto, dinamico e partecipativo, specificamente pensato per sfatare stereotipi, disinformazione e falsi miti (come l’idea che la celiachia sia una semplice intolleranza passeggera o una moda alimentare). La conoscenza rigorosa e scientifica diventa così il primo e più sicuro scudo contro l’emarginazione.
Istituti alberghieri: “KalaVria senza glutine”
La formazione professionale richiede un approccio tecnico. Con il percorso “KalaVria senza glutine”, l’attenzione si sposta sui futuri professionisti della cucina, sul personale di sala e sugli esperti della ristorazione di domani. Accogliere con sicurezza un cliente celiaco non è una questione di sola buona volontà o cortesia, richiede conoscenze ferree sulle procedure anticontaminazione, sulle materie prime e sulle normative igienico – sanitarie. Formare gli studenti degli alberghieri oggi significa garantire standard elevati di sicurezza e ospitalità nelle realtà locali di domani.
Eventi speciali: “Tutti a tavola, tutti insieme”
Accanto ai moduli didattici, non mancano le giornate di sensibilizzazione sul campo attraverso l’iniziativa “Tutti a tavola, tutti insieme”, per un giorno tutta la scuola condivide un menù interamente gluten-free (senza glutine). Un gesto concreto, immediato e fortemente simbolico, che dimostra come un pasto privo di glutine possa essere gustoso, sicuro e condiviso da tutti, senza differenze nel piatto.
La chiamata ad agire: l’appello a docenti, dirigenti e famiglie
Una scuola realmente inclusiva non si improvvisa, ma è il risultato di un patto educativo tra famiglie, associazioni e istituzioni scolastiche. Con l’avvio delle attività didattiche, AIC Calabria rivolge un invito aperto a tutti dirigenti scolastici, ai collegi docenti e ai rappresentanti dei genitori delle scuole calabresi di richiedere e accogliere questi progetti nel proprio plesso scolastico rappresenta un’opportunità di crescita civica per tutti gli studenti, non solo per chi ne soffre. Perché una scuola che abbatte l’isolamento alimentare e promuove l’empatia è, prima di tutto, una scuola capace di crescere insieme, senza lasciare indietro nessuno.

