È stata rinsaldata l’alleanza tra l’Università Cattolica del Sacro Cuore e la Conferenza episcopale calabra. L’obiettivo è quello di offrire maggiori opportunità di crescita e riscatto alle giovani generazioni del sud e, in particolare, della Calabria. L’intento è emerso nel corso dell’incontro avuto in mattinata tra il rettore dell’ateneo cattolico, Elena Beccalli, e la conferenza episcopale calabrese.

A conclusione si è svolto il convegno dal titolo “Università, chiese del sud e giovani generazioni” a cui ha partecipato tra gli altri anche monsignor Francesco Savino, arcivescovo di Cassano allo Ionio e vicepresidente della Cei. «È una giornata di particolare significato perché è la prima volta che il rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore viene in Calabria per incontrare la conferenza dei vescovi» ha evidenziato la rettrice dell’ateneo cattolico.

«È però una amicizia lunga quella che unisce la nostra università e questi territori perché sono oltre tremila i laureati che sono arrivati in università Cattolica provenendo da questa terra. Questo incontro – ha aggiunto – vuole segnare l’avvio di un cammino nuovo e di un rinnovato impegno a camminare insieme a beneficio delle nuove generazioni di questa terra.

Ritengo sia importante consentire a ciascuno dei giovani di queste comunità di poter scegliere: se partire o restare. Quello che dobbiamo assolutamente evitare è che non si possa partire perché non si hanno le necessarie risorse economiche o non si possa tornare perché questa terra non offre opportunità. Dobbiamo lavorare insieme per una rinnovata stagione di opportunità a vantaggio dei giovani in Calabria e nel sud perché questo va a beneficio di tutto il paese».

Presenti all’iniziativa anche otto studenti calabresi che si apprestano ad intraprendere il percorso accademico all’università del Sacro Cuore. A loro la rettrice ha voluto inviare un messaggio: «Attualmente abbiamo tanti studenti iscritti alla Cattolica dalla Calabria, sono oltre 700. L’anno accademico sta iniziando propri in questi giorni, il mio augurio a loro è che vivano questo periodo universitario come un periodo di esperienza del sapere e possano poi mettere le loro competenze a beneficio delle loro comunità. Quindi dei giovani formati con grande competenza che diventino dei buoni leader che sappiano mettersi a servizio».

Al convegno è intervenuto, quindi, monsignor Savino che ha ribadito il rapporto che lega la Cattolica alla Calabria, definendolo di estrema importante. «Io penso che uno dei problemi grossi che abbiamo noi al sud è l’autoreferenzialità. Eppure il sud, e la Calabria, ha bellissime risorse: intellettuali, concrete e pratiche. Oggi vogliamo lanciare il messaggio che se camminiamo insieme, se siamo sinodali possiamo raggiungere ottimi obiettivi, ma soprattutto possiamo superare quel narcisismo patologico che spesso è la causa della nostra sterilità».

Nel suo intervento l’arcivescovo ha ancora evidenziato rivolgendosi agli adulti: «Vi prego liberiamoci dalla sindrome del capezzale quando ci avviciniamo ai giovani. Che significa? Che ci avviciniamo ai giovani pensando che noi siamo i sani e loro sono invece i malati e che abbiano bisogno di essere curati. Ma non è così. Forse siamo più malati noi. Tant’è vero che abbiamo consegnato ai giovani due debiti: il debito economico finanziario, ogni un bambino che nasce oggi ha un debito che si aggira tra 36mila e 38mila euro. Poi abbiamo lasciato loro anche il debito ecologico. Io sono profondamente convinto che i nostri giovani siano una stupenda risorsa. Guai a chi dice che i giovani sono il futuro: i giovani come diceva papa Francesco sono l’adesso di Dio».