VIDEO | Ricercatori, atenei e aziende riuniti all’Università della Calabria per l’IEEE Smart World Congress 2026, cinque giorni dedicati alle tecnologie che cambieranno città, lavoro e mobilità
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Intelligenza artificiale, smart city, robotica, sicurezza digitale e sistemi intelligenti. A Rende il mondo della ricerca internazionale si confronta sulle tecnologie destinate a cambiare il modo in cui viviamo, lavoriamo e ci muoviamo.
È l’IEEE Smart World Congress 2026, in programma dal 7 all’11 settembre al centro congressi dell’Università della Calabria. Un appuntamento internazionale che riunisce ricercatori, università e aziende con un programma che comprende sei conferenze collegate, 56 sessioni, sette keynote e numerosi workshop e sessioni speciali.
«Il focus principale è proprio tutte le nuove tecnologie e la ricerca che viene sviluppata riguardo ciò che definiamo mondi intelligenti», spiega Giancarlo Fortino, professore di Ingegneria informatica all’Università della Calabria e executive general chair del congresso. Il riferimento è ai sistemi nei quali l’intelligenza artificiale viene applicata per rendere più intelligenti città, edifici, abitazioni e infrastrutture.
Non soltanto ricerca teorica. Il congresso mette infatti in relazione il mondo accademico con quello industriale, con aziende impegnate nello sviluppo di tecnologie e prodotti per le applicazioni intelligenti.
«Coniughiamo la ricerca di base, quindi le università, la ricerca accademica, con la ricerca più applicata, industriale, che proviene proprio dalle aziende high-tech», sottolinea Fortino.
Tra i temi affrontati ci sono AI e machine learning, internet delle cose, digital twin, cybersecurity, sanità digitale, veicoli, manifattura e reti intelligenti. Il programma guarda anche a settori emergenti come l’intelligenza artificiale generativa, l’edge computing e le tecnologie per la mobilità del futuro.
Una parte importante dell’appuntamento è dedicata proprio alle applicazioni concrete. Il 10 e l’11 settembre è in programma la IEEE Smart World Challenge, una hackathon internazionale con 35 partecipanti selezionati chiamati a sviluppare soluzioni basate sull’intelligenza artificiale per le smart city e le tecnologie di nuova generazione.
Per l’Università della Calabria, l’evento rappresenta anche un’occasione per rafforzare il proprio ruolo nel panorama della ricerca internazionale.
«Tanti ricercatori provenienti da tutte le parti del mondo per cinque giorni affolleranno le nostre aule e discuteranno, tracciando in qualche maniera le linee del prossimo futuro», afferma il rettore Gianluigi Greco.
Il congresso, dunque, non guarda soltanto alla tecnologia. Guarda anche alle ricadute che ricerca e innovazione possono avere sul territorio. Secondo Greco, il rapporto tra università, tessuto produttivo e istituzioni è sempre più forte e il momento può rappresentare un’opportunità soprattutto per le nuove generazioni.
«È un periodo che deve essere sfruttato e deve essere anche un bel messaggio per tutti i nostri giovani per costruire qui concretamente il loro futuro».
Una sfida che parte dalla ricerca internazionale, ma che punta a tradursi in competenze, imprese e nuove opportunità anche in Calabria.

