Non un podio, ma i banchi della Chiesa di San Telesforo, nel quartiere di Thurio. È qui che Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, ha scelto di incontrare i cittadini, gli agricoltori e i rappresentanti politici locali dopo la recente esondazione del fiume Crati. Un sopralluogo che l'ex premier ha voluto iniziare nel segno dell’ascolto, sedendosi tra la gente per raccogliere la rabbia e la stanchezza di chi, ancora una volta, si trova a fare i conti con fango e detriti. Prima di intervenire, Conte ha lasciato spazio alle testimonianze dirette. Agricoltori che vedono il lavoro di una vita andare in fumo e famiglie che convivono con la paura costante di ogni pioggia hanno delineato il quadro di un territorio fragile. Solo dopo aver incamerato le istanze del posto, il leader del M5S ha preso la parola, lanciando un duro atto d’accusa verso il Governo nazionale e l'amministrazione regionale.

Conte non ha risparmiato critiche alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, accusandola di una narrazione distaccata dalla realtà sofferta dalle periferie del Paese: «La presidente Meloni ha parlato di Sanremo e di FantaSanremo, ma non ci parla di quello che riguarda veramente gli italiani: i dazi di Trump, i tagli al welfare per armare la spesa bellica, o la strumentalizzazione di fatti come quelli di Rogoredo. Presidente Meloni, parli delle urgenze di cittadini, famiglie e imprese in difficoltà». Uno dei punti focali dell’intervento ha riguardato la gestione dei fondi destinati alla messa in sicurezza. Secondo Conte, il problema non è la mancanza di denaro, ma l'incapacità amministrativa di "metterlo a terra" con un blocco burocratico dove spesso gli stanziamenti si fermano nelle pieghe delle amministrazioni territoriali. Il M5S ha chiesto ufficialmente una seduta dedicata del Consiglio regionale straordinario per affrontare il tema del Crati al di là delle polemiche, e individua negli Interventi necessari la pulizia del letto del fiume e rinforzo degli argini per evitare che la tragedia si ripeta ciclicamente.

Per Conte, la solidarietà deve tradursi in atti concreti e immediati, prima che i riflettori si spengano chiedendo la sospensione dei mutui per operatori economici e famiglie, la sospensione dei contributi previdenziali e ristori rapidi per coprire i danni a un'economia agricola già stremata.

Sul fronte europeo, Conte ha espresso forte preoccupazione per i ritardi legati ai fondi strutturali e al Pnrr in vista della scadenza di giugno: «L’Europa ha fatto un investimento di fiducia sull’Italia, credendo che non fossimo la solita Cenerentola d'Europa nella spesa pubblica. Invece i fondi sono stati tagliati o rimodulati. Il bilancio finale temo non sarà affatto positivo». Infine, il leader pentastellato ha ribadito il legame con il territorio calabrese, definendolo una priorità che va oltre il mero calcolo elettorale: «Perché venire qui e non in Lombardia che ha 10 milioni di abitanti? Perché la logica del Movimento è lavorare dove c'è più bisogno, dove la gente è abbandonata e sola. Non abbandoneremo mai la Calabria, ma chiediamo ai cittadini di essere vigili: le svolte si fanno anche con gli impegni politici». L'incontro si è concluso con l'impegno di portare la "Vertenza Calabria" e il caso della Piana di Sibari sui tavoli nazionali, per trasformare l'emergenza in un piano di rinascita strutturale.