La capitale francese pedonalizza le strade davanti alle scuole, nella città dei Bruzi si è riaperto al traffico su via Misasi e si sono ridimensionate le piste ciclabili per far fronte all’esigenza di effettuare un tentativo di migliorare la viabilità. Due modelli urbani a confronto
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L'ex piazza Rodotà su via Misasi, resa di nuovo percorribile da qualche anno
Il dibattito sulla forma della città e sulla gestione dello spazio pubblico continua a rappresentare uno dei terreni di scontro politico e culturale più fertili d'Italia e d'Europa. Al centro del contendere vi è una domanda cruciale: le strade cittadine devono essere progettate prioritariamente per garantire la fluidità del traffico e la sosta delle automobili, oppure devono trasformarsi in luoghi sicuri, verdi e a misura d'uomo, seguendo l'esempio delle grandi capitali internazionali?
La rivoluzione di Parigi: le "strade scolastiche" conquistano l'Europa
La risposta a questo interrogativo sta cambiando rapidamente volto grazie a iniziative radicali avviate ben oltre i confini italiani. Un esempio di portata globale arriva da Parigi, dove l'amministrazione comunale ha promosso e accelerato il programma delle rue aux écoles (strade scolastiche). Come documentato dai report del network internazionale Clean Cities Campaign, la capitale francese ha progressivamente chiuso al traffico veicolare e pedonalizzato i tratti stradali direttamente prospicienti agli istituti scolastici.
Il progetto ha permesso di restituire oltre un centinaio di chilometri di asfalto ai bambini, alle famiglie e alla socialità, eliminando i parcheggi selvaggi a ridosso degli ingressi e inserendo alberature, arredi urbani e pavimentazioni drenanti capaci di abbattere significativamente le temperature estive e i livelli di smog. Questa tendenza non è isolata: da Barcellona a Bruxelles, le grandi metropoli europee considerano ormai la protezione degli spazi scolastici e la promozione della mobilità attiva un investimento non negoziabile per il futuro urbano.
Il laboratorio Cosenza: le piazze scolastiche e le piste ciclabili dell'era Occhiuto
Questa stessa filosofia, orientata a emulare i trend nordeuropei, aveva profondamente caratterizzato la stagione amministrativa dell'ex sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto. Sotto la sua guida, la città calabra aveva intrapreso un percorso di profondo restyling urbano fondato su isole pedonali, rotonde, alberature e su una rete di piste ciclabili concepita per disincentivare l'uso smodato del mezzo privato.
Simbolo di questa visione erano state le aree di rigenerazione urbana realizzate dinanzi ai plessi scolastici, tra cui la celebre piazzetta ricavata su via Misasi (già via Roma), pensata per consentire ai genitori e agli studenti di vivere l'ingresso a scuola in un contesto protetto. Tuttavia, quell'impianto urbanistico non aveva mancato di suscitare forti polemiche locali. Molti automobilisti e commercianti avevano aspramente contestato i restringimenti di carreggiata e la perdita di stalli di sosta, percependo gli interventi come un ostaggio calato dall'alto sulla circolazione quotidiana.
Il cambio di rotta della giunta Caruso e il tentativo di migliorare la viabilità con i cambi
Con il cambio di guida a Palazzo dei Bruzi e l'insediamento dell'attuale amministrazione guidata dal sindaco Franz Caruso, la linea politica in materia di mobilità ha registrato un'inversione di rotta netta e ampiamente dibattuta sui media locali. L'amministrazione ha risposto alle istanze di quella parte di cittadinanza e categoria produttiva che invocava un ritorno alla fluidità del traffico in una delle arterie principali della città.
Il primo passo tangibile di questa nuova strategia è stato proprio lo smantellamento della piazzetta Rodatà a via Misasi, con la conseguente riapertura al transito delle auto, seguito a ruota dalla rimozione o dal ridimensionamento di diverse piste ciclabili cittadine (come quella di via Sertorio Quattromani). Scelte che la giunta ha difeso come atti di buonsenso necessari per decongestionare le arterie stradali e rispondere alle reali esigenze di mobilità dei residenti.
Lo scontro politico: visioni inconciliabili sulla città del futuro
La decisione di cancellare le infrastrutture ciclabili e le piazze scolastiche ha scatenato un duro scontro politico. Da un lato, l'ex sindaco Mario Occhiuto ha duramente criticato l'operazione attraverso dichiarazioni pubbliche riprese dai canali d'informazione regionali, definendo lo smantellamento delle piste ciclabili una gravissima "involuzione della città" e un "messaggio negativo" mandato alle nuove generazioni sul fronte della transizione ecologica. Dall'altro lato, la maggioranza guidata da Franz Caruso ha rivendicato con fermezza le modifiche, sostenendo la necessità di correggere interventi passati ritenuti calati dall'alto e penalizzanti per il tessuto economico e per la circolazione veicolare ordinaria.

