Nella notte del 27 agosto, un imprenditore di Palmi è rimasto vittima di un incendio doloso che ha distrutto la sua auto parcheggiata sotto casa. Il fatto è stato subito denunciato alle autorità. Si tratta di Procopio Romeo, classe ’87, titolare dell’azienda Project & Management S.r.l., con sede in città, specializzata nell’ambito dell’efficientamento energetico. L’imprenditore, scosso ma determinato, ha assicurato di non voler cedere alla paura e di proseguire nel suo lavoro: «Non faccio un passo indietro - ha dichiarato -. Non è stato un incidente e non è stato un atto di vandalismo. È stato un messaggio, mandato di notte, da chi non ha il coraggio di guardare in faccia le persone. Ho sporto denuncia. Ringrazio le forze dell'ordine per la tempestività e per il lavoro che stanno svolgendo, e ho piena fiducia che arriveranno a chi ha agito e a chi eventualmente ha mandato. Sul resto non aggiungo altro: le valutazioni spettano a chi indaga e sarà quella la sede».
Procopio Romeo non si lascia intimidire, la sua risposta alla violenza sono l’onestà, il lavoro, la legalità.

«Una cosa però la dico. Quello che è successo non riguarda l'uomo, riguarda l'imprenditore: sono stato colpito per il lavoro che faccio – ha sottolineato –  Chi ha voluto spaventarmi ha sbagliato persona. Ho costruito la mia attività con il lavoro, rispettando le regole e pagando le tasse. Continuerò esattamente come prima: nessun cambio di rotta, nessun passo indietro. Sarebbe ipocrita dire di non aver provato paura. È un sentimento umano e chi intimidisce ci conta sopra. Ma la paura non decide al posto mio: decidono le mie scelte, e la mia scelta resta la legalità. Un'impresa che viene colpita non è mai un fatto privato: è un fatto che riguarda un'intera comunità, e come tale meriterebbe di essere trattato. In giornate come queste si vede con precisione chi c'è e chi non c'è. Contano le parole che arrivano, e contano anche quelle che non arrivano. A chi vive la stessa cosa in silenzio dico una cosa sola: denunciate. Il silenzio è l'unico vero alleato di chi minaccia. Si torna al lavoro, come sempre».