Il ministero della Salute ha attivato il monitoraggio sanitario ricoverati al Sacco di Milano. I familiari sono stati sottoposti a sorveglianza
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Il Ministero della Salute ha attivato il monitoraggio sanitario su due persone che sono rientrati dall'Uganda con la febbre e che sono attualmente ricoverati all'ospedale Sacco di Milano. I familiari dei due ricoverati sono stati sottoposti a sorveglianza e monitoraggio.
Il rischio Ebola in Italia «resta molto basso». Lo afferma il ministero della Salute sottolineando che «il sistema nazionale di preparazione e risposta alle emergenze infettive è pienamente operativo e tutte le procedure previste per la gestione di eventuali casi sospetti risultano attivate». Il ministero della Salute continuerà a fornire aggiornamenti ufficiali sulla base dell'evoluzione del quadro epidemiologico e degli esiti diagnostici in corso.
Le due persone con sintomatologia febbrile, comunica il dicastero in una nota, sono state trasferite presso il Sacco di Milano, struttura dotata dei più elevati livelli di biocontenimento e di gestione delle malattie infettive ad alto rischio, dove saranno eseguiti gli accertamenti diagnostici previsti dai protocolli nazionali e internazionali. Le altre persone appartenenti ai nuclei familiari coinvolti sono sottoposte a sorveglianza sanitaria e monitoraggio da parte delle autorità competenti. Il Ministero della Salute, attraverso il Dipartimento della Prevenzione, è in contatto con la Regione Lombardia, che si è subito attivata.
Il Ministero monitora costantemente l'evolversi della situazione relativa al virus Ebola in stretto raccordo con le Regioni, l'Istituto Superiore di Sanità, le strutture ospedaliere di riferimento, le autorità sanitarie nazionali e tutti gli enti coinvolti. Proprio nella giornata di ieri il Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute ha partecipato alla riunione dell'HSC-Health Security Committee della Commissione europea e ha organizzato un punto di coordinamento nazionale dedicato alla situazione Ebola, con la partecipazione dei rappresentanti dei Ministeri degli Affari Esteri, della Difesa e dell'Interno, dell'Unità di Crisi, dell'Istituto Superiore di Sanità, del Consiglio Superiore di Sanità, del Coordinamento interregionale prevenzione, dell'Istituto Spallanzani, dell'Ospedale Sacco di Milano e del Policlinico San Matteo di Pavia.

