«L'Associazione nazionale funzionari di polizia, nel pieno rispetto dell'attività della magistratura e senza alcuna valutazione sul merito della vicenda giudiziaria che coinvolge l'ex questore di Cosenza, ritiene necessario richiamare l'attenzione su una questione di carattere generale». È quanto si legge in una nota dell’Anfp inerente la notizia sul dirigente della Polizia di Stato Cannizzaro, attuale commissario straordinario di Governo per le persone scomparse ed ex questore di Cosenza fino al dicembre 2025, indagato per rivelazione di segreto d'ufficio.

L’Anfp, in un comunicato a firma del segretario Enzo Letizia, fa rilevare: «Il questore è chiamato quotidianamente a dialogare con cittadini, amministratori e persone offese che chiedono tutela e risposte dallo Stato. È quindi essenziale distinguere con chiarezza tra la violazione del segreto investigativo e la fisiologica interlocuzione istituzionale che rappresenta una funzione propria dell'Autorità di pubblica sicurezza.

Un'interpretazione eccessivamente rigorosa di questo delicato equilibrio rischierebbe di produrre effetti ben oltre il singolo procedimento, incidendo sull'operatività quotidiana di tutti i Questori e dei dirigenti della Polizia di Stato».

Per l’Associazione nazionale funzionari di polizia «interpretazioni eccessivamente restrittive potrebbero infatti indurre i dirigenti della Polizia di Stato a rinunciare anche a quei rapporti istituzionali indispensabili per mantenere il legame di fiducia tra cittadini e istituzioni. Difendere questo equilibrio – si legge infine - significa tutelare non il singolo caso, sul quale saranno i giudici a pronunciarsi, ma il corretto esercizio delle funzioni dell'Autorità di pubblica sicurezza, presidio fondamentale della sicurezza, della vicinanza dello Stato ai cittadini e della credibilità delle istituzioni».