Il dato riferito alla nostra regione accende il confronto su Rai Uno: 52,6 anni di vita attesa in buona salute contro i quasi 68 di Bolzano. Il professore richiama le capacità orientarsi nella gestione della propria vita, i conduttori Soave e Timperi mettono al centro servizi e disuguaglianze
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«Professore, non possiamo dire che al Sud c’è meno cultura». Maria Soave ferma Stefano Zecchi e riporta al centro le difficoltà di chi, nel Mezzogiorno, si ammala e deve cercare altrove le cure. A Unomattina News, su Rai1, il confronto sulle differenze nella salute tra Settentrione e Meridione si accende quando il professore propone di leggere quel divario attraverso la cultura e la capacità di gestire la propria vita.
Il punto di partenza sono i dati illustrati da Tiberio Timperi: a Bolzano la vita attesa in buona salute sfiora i 68 anni, in Calabria si ferma a 52,6. Circa quindici anni di distanza, riferiti agli anni vissuti in buone condizioni di salute e non alla durata complessiva della vita.
Zecchi: «Dove c’è più cultura c’è anche più capacità di orientarsi»
Interpellato sulle ragioni della differenza, Zecchi risponde: «L’ipotesi potrebbe essere la propria cultura». Quindi sviluppa il ragionamento, collegando la comprensione delle situazioni alla capacità di scegliere come alimentarsi, curarsi e tenersi aggiornati.
«Con tutto il rispetto per il Meridione, dove per altri aspetti si sta magnificamente, l’ipotesi è che dove c’è più cultura c’è anche più capacità di orientarsi nella propria gestione di vita», sostiene il professore.
È questo passaggio a provocare la reazione dei conduttori. Soave contesta l’idea che la distanza tra Nord e Sud possa essere ricondotta a una minore cultura dei meridionali e richiama un problema concreto: la possibilità di accedere all’assistenza sanitaria.
Soave: «Persone che si ammalano e non riescono a curarsi»
«Forse ci sono più difficoltà, esistono quelli che si chiamano i viaggi sanitari, persone che si ammalano e non riescono a curarsi, ci sono meno servizi e città più complesse almeno le metropoli», replica la giornalista. Anche Timperi prende le distanze dalla lettura dell’ospite.
Zecchi precisa di intendere la cultura come «una questione complessiva di valutazione delle situazioni», legata a «sensatezza, razionalità e buon senso».
Soave insiste sulle condizioni di partenza: «Al Nord ci sono più opportunità, stipendi mediamente più alti e servizi sociali più efficienti. Questa non è una condanna, ma deve essere uno stimolo per le Regioni del Sud».
Il professore si dice infine «d’accordissimo» con questa fotografia. Timperi saluta e chiude il collegamento, dopo un confronto nel quale i conduttori hanno respinto la spiegazione culturale del divario e richiamato il peso di cure, redditi e servizi.


