Il killer degli ulivi è stato individuato nella piana di Gioia Tauro. L’auspicio è evitare le drammatiche conseguenze vissute in Puglia. L’esperto, titolare di un’azienda agricola con oltre 200 ettari di uliveti tra San Giorgio Morgeto e Cittanova: «Necessario seguire il piano d’azione della Regione»
Tutti gli articoli di Attualità
PHOTO
Un primo focolaio epidemico di Xylella fastidiosa, purtroppo, è stato rilevato in Calabria. L'allarme è scattato a seguito delle analisi del Crea, che hanno confermato la presenza del batterio killer degli ulivi nel territorio comunale di Taurianova, nel reggino. Al momento il caso è circoscritto ad alcuni alberi. Il timore è che si propaghi e l'assoluta necessità è di arginarlo subito. La Regione ha disposto l'isolamento immediato della zona e attivato un piano d'intervento d'emergenza e i protocolli fitosanitari per eradicare i vettori e le piante infette prima che il batterio possa espandersi nella Piana di Gioia Tauro e nel resto della regione. L’auspicio è di evitare le drammatiche conseguenze già vissute negli anni scorsi in Puglia.
Per approfondire l’argomento, abbiamo ascoltato Antonio Fazari, dottore agronomo e titolare, insieme ai cugini, della rinomata azienda agricola Olearia San Giorgio, con radici che risalgono al 1940 e oltre 200 ettari di uliveti che si estendono sulle pendici del Parco Nazionale dell'Aspromonte, tra San Giorgio Morgeto e Cittanova.
«La Xylella fastidiosa sottospecie pauca è arrivata alle nostre latitudini. È un batterio che causa un complesso disseccamento rapido della pianta tramite una proliferazione a livello dei vasi xilematici che vengono otturati. – spiega l’esperto -. Questa emergenza ci insegna che chi vive l'oliveto non lo deve vivere soltanto nel momento della raccolta ma lo deve fare 365 giorni l'anno. È strettamente necessario seguire il piano d'azione che l'assessorato all'agricoltura ha realizzato insieme al team del tavolo tecnico, affinché si possano seguire quelle determinate pratiche per impedire al batterio di svilupparsi all'interno della Piana di Gioia Tauro. Siamo nella Piana con la più grande superficie utile ulivetata della Calabria insieme alla Piana di Lamezia, quindi seguire questo piano d'azione è indispensabile, per scongiurare che il batterio si propaghi in modo indiscriminato e riduca a brandelli l’indotto importante dell'olivicoltura calabrese. L'appello è avvalersi di tecnici agronomi iscritti all'albo che possono garantire una grande mano d'aiuto per poter sviluppare al meglio il piano d'azione della Regione».


