Per il secondo anno consecutivo niente immatricolazioni al primo anno nella sede del “San Giovanni Paolo II”. Il responsabile della Commissione rapporti istituzionali di Forza Italia chiede un tavolo con l’Ateneo: «Un presidio attivo da 24 anni rischia lo spegnimento definitivo»
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Il futuro del Polo universitario di Lamezia Terme torna al centro del dibattito politico. Per il secondo anno consecutivo, infatti, il Senato Accademico dell’Università Magna Graecia di Catanzaro ha confermato il blocco delle iscrizioni al primo anno del corso di laurea in Scienze Infermieristiche nella sede distaccata ospitata all’interno dell’area del presidio ospedaliero “San Giovanni Paolo II”.
Una decisione contestata da Pasquale Maria Natrella, componente del direttivo cittadino di Forza Italia Lamezia e responsabile della Commissione rapporti istituzionali del partito, che torna a chiedere un intervento per evitare la progressiva chiusura di un’esperienza universitaria presente in città dal 2002.
«Per il secondo anno consecutivo – afferma Natrella – il Senato Accademico dell’Università Magna Graecia di Catanzaro ha confermato il blocco delle iscrizioni al primo anno. Una decisione che rischia di portare al definitivo spegnimento di un presidio attivo sul territorio fin dal 30 agosto 2002 e che attualmente rimane operativo esclusivamente per gli studenti che devono frequentare il terzo e ultimo anno di corso».
La questione era già approdata nelle sedi istituzionali cittadine. Natrella ricorda come, dopo una sua prima presa di posizione e su richiesta della capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale Carolina Caruso, il presidente della Commissione consiliare competente Michele Rosato avesse convocato due sedute dedicate alla situazione del Polo.
«Passaggi istituzionali fondamentali per fare sintesi e dare voce al territorio – sottolinea Natrella – che tuttavia continuano a scontrarsi con la rigidità della governance dell’Ateneo catanzarese».
Secondo quanto evidenziato dall’esponente di Forza Italia, fino a due anni fa la sede lametina metteva a disposizione 100 posti ogni anno, con un numero di aspiranti studenti superiore ai posti disponibili. Il Polo, inoltre, dispone di aule e spazi per la segreteria concessi gratuitamente dall’Asp di Catanzaro, senza costi per le utenze a carico dell’Università, e negli anni ha rappresentato un punto di riferimento per un bacino molto più ampio della sola città di Lamezia, richiamando studenti dalla fascia tirrenica, da Vibo Valentia fino alla provincia di Cosenza.
Per Natrella, dunque, la sospensione delle nuove immatricolazioni rischia di trasformarsi in un progressivo smantellamento della sede.
«Non possiamo accettare passivamente il ridimensionamento e la chiusura di una struttura che ha dimostrato in oltre vent’anni di storia standard qualitativi eccellenti. I ragazzi che hanno frequentato Lamezia non solo si sono laureati con successo, ma attraverso il tirocinio pratico svolto nei reparti dell’ospedale San Giovanni Paolo II hanno garantito un supporto operativo preziosissimo all’assistenza sanitaria dell’ospedale cittadino, in una fase storica in cui la carenza di personale infermieristico rappresenta un’emergenza critica per tutta la Calabria».
Una scelta che, secondo il responsabile della Commissione rapporti istituzionali di Forza Italia Lamezia, appare inoltre in contraddizione con l’obiettivo di trattenere i giovani in Calabria e rafforzare la formazione sanitaria sul territorio. «Mentre si lavora per offrire opportunità ai nostri giovani affinché restino a studiare e lavorare in Calabria – osserva – si sceglie di privare Lamezia Terme di un corso universitario attrattivo e perfettamente collaudato, riducendolo a un guscio temporaneo destinato a chiudere una volta completato il ciclo degli studenti dell’ultimo anno».
Da qui la richiesta di riaprire il confronto con l’Università Magna Graecia e con le altre istituzioni interessate, con l’obiettivo non soltanto di salvaguardare il corso di Infermieristica ma di rilanciare complessivamente la presenza universitaria nella città.
«L’augurio è che la battaglia politica e istituzionale per la salvaguardia e il rilancio del Polo universitario lametino non finisca qui – conclude Natrella –. Nel ringraziare la consigliera Carolina Caruso per aver subito recepito la mia sollecitazione e il presidente Rosato per la disponibilità mostrata nei lavori di Commissione, rinnovo l’invito ai vertici dell’Università Magna Graecia di Catanzaro e alle istituzioni competenti ad aprire un tavolo di confronto. Lamezia merita il ripristino immediato delle immatricolazioni in Scienze Infermieristiche e una reale programmazione per il potenziamento dell’offerta didattica sul territorio».

